"Come volevasi dimostrare, dopo il sensazionalismo dei primi giorni Rosarno è tornata nella sua dimensione di piccola città calabrese di provincia, semi-sconosciuta ai più.
I tanti opinionisti, gli articoli di giornale, i ministri e i loro ministeri dalle soluzioni postume e tardive, che mettono “pezze” non sapendo risolvere problemi alla radice (figurarsi se li possano anticipare come si converrebbe), tornano alle solite beghe, ai soliti inciuci (per usare un termine in voga) e ufficialmente si lanciano nel nuovo caso della settimana: quello del terremoto di Haiti.
Non fraintendiamo: la sciagura immane che si è abbattuta su quella popolazione è drammatica e merita tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ma, come sempre, appare che l'attenzione di questo Governo nei confronti dei problemi del nostro Paese sia direttamente proporzionale alla percentuale di share attirata dai fatti.
E proprio qui sta il punto focale e l'errore di fondo in questa vicenda.
A Rosarno lo Stato è stato assente per molto tempo, così come lo è dai problemi reali degli Italiani.
Inseguire le esigenze personali di questo o quell'altro esponente politico della maggioranza non rientra tra i compiti di uno Stato Democratico degno di tale nome.
È compito dello Stato chiedersi perchè in una giunta comunale si sia infiltrata la mafia.
È compito dello Stato favorire l' incontro pacifico tra culture sul proprio territorio.
È compito dello Stato non far mai sentire i propri cittadini soli davanti alle ingiustizie.
È compito dello Stato chiedersi perchè ci siano “esseri umani” nel proprio Paese “tanto civile”, trattati come animali da soma, ridotti alla fame e ghettizzati in bunker fatiscenti. Sono quegli stessi esseri umani costretti a fuggire dalla miseria e dalla guerra dei propri Paesi d'origine sfidando il destino in un viaggio che spesso toglie loro la vita. Salvo vedersi poi chiudere le porte in faccia appena sbarcati, marchiati a fuoco come clandestini, dagli stessi che poi ruberanno le loro braccia per 15 euro in cambio di 18 ore di lavoro al giorno.
Per loro, così come per gli oggetti, valgono COLORE e UTILITA' e non la loro “essenza” di esseri umani.
Si sono ribellati in modo distruttivo e violento, e la violenza va sempre condannata.
Per questo non troverà giustificazione né nelle condizioni in cui sono costretti a vivere, né tanto meno nelle considerazioni di questo scritto. Ne prendiamo quindi le distanze.
Ma è vero anche che sono stati spogliati di ogni diritto e dignità.
Si aggirano come appestati ai margini di una società nella quale sono guardati con sospetto, come se fossero uomini di serie B.
E non sono gli unici a far parte della lista degli ESCLUSI di questo Governo.
Da quando si è acquisita l'abitudine di dividere gli uomini in categorie, abbiamo dato peso più al loro COLORE (bianchi o neri), alla loro PROVENIENZA GEOGRAFICA (“terroni” e settentrionali; Italiani e stranieri), alla loro RELIGIONE (cattolici e musulmani), che al loro ESSERE UOMINI.
Proprio a tal proposito, ricordiamo che l' Italia ha firmato questa e molte altre dichiarazioni come questa:
“TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI ED UGUALI IN DIGNITA' E DIRITTI. ESSI SONO DOTATI DI RAGIONE E DI COSCIENZA E DEVONO AGIRE GLI UNI VERSO GLI ALTRI IN SPIRITO DI FRATELLANZA.” (Art. 1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)
La terra che calpestiamo non ci appartiene. Ne siamo abitanti, non sovrani assoluti.
Nascere in un posto piuttosto che in un altro non è un merito. È solo fortuna."
Marina Nenna
Segr. Provinciale GD BAT
