Neanche la Prefettura di Bari risulta costituita parte civile nel processo sulle Estati tranesi 2005 e 2006, la cui prima effettiva udienza è andata in scena ieri dopo il primo, immediato rinvio dei mesi scorsi. Come già si sapeva, peraltro, anche Comune, Amet ed Amiu non sono parte civile nel dibattimento.
Ma l’assenza della Prefettura, che evita la decadenza automatica per legge della giunta comunale, è quella che più spicca nello scenario del processo. Adesso, però, è da chiarire perché il Prefetto non si sia costituito: per scelta propria o perché non informato?
L’assessore al contenzioso, Giuseppina Chiarello, aveva dichiarato alla vigilia dell’udienza che la notifica dell’atto relativo alla fissazione dell’udienza era regolarmente giunto al segretario generale e da questi era trasmesso alla Prefettura. «Da questa parte, quindi – affermava Chiarello -, si è adempiuto agli atti dovuti, adesso prendiamo atto della scelta operata dal Prefetto di non costituirsi».
Scontata, invece, la mancata costituzione della giunta, alla luce del recente provvedimento del Tribunale che aveva escluso la necessità di nominare un curatore esterno per la costituzione parte civile del Comune. Si capiva, a quel punto, che la giunta difficilmente si sarebbe a sua volta costituita perché formata da persone che sono in ogni caso emanazione politica del sindaco.
L’udienza di ieri è stata, dunque, dedicata alla verifica delle parti in causa ed alla consegna delle memorie difensive da parte dei legali dei quattordici imputati, in particolare il difensore del sindaco, Filiberto Palumbo, che ha consegnato alla corte anche una serie di comunicati stampa, diffusi all’epoca, che testimonierebbero in maniera ancora più evidente la liceità del comportamento del primo cittadino e della giunta di quel periodo.
