(n.a.) Gabriella Carlucci ha annunciato ancora una volta la sua piena disponibilità a candidarsi sindaco di Margherita di Savoia.
Di contro, il coordinatore provinciale del Pdl, Francesco Ventola, che è anche presidente della Bat, frena la parlamentare e le ricorda che, al di là dei suoi legittimi desideri, il partito e la coalizione devono ancora operare una scelta e questa potrebbe invece cadere su un esponente locale, diretta espressione del territorio.
L’onorevole, per tutta risposta, a sostegno della sua aspirazione a guidare la giunta margheritese adduce quattromila firme in suo favore raccolte fra i cittadini delle saline. Ma proprio qui si apre il problema di fondo, che poi pare anche una contraddizione.
Se l’onorevole Carlucci ha “approfittato” della nuova legge elettorale (che blinda le scelte dei parlamentari delegandole esclusivamente alle segreterie politiche) facendosi eleggere altre due volte con il proporzionale dopo la prima esperienza vincente con l’uninominale nel collegio di Trani, adesso perché adesso si ribella se le scelte degli stessi vertici del Pdl vanno in altra direzione? Quando vi è stato da misurasi con il consenso popolare, peraltro, la Carlucci ha stravinto, ma non vi sono controprove su cosa sarebbe accaduto se si fosse continuato a votare con il maggioritario.
Del resto, giacché il centrodestra non vorrà mai saperne di primarie, a maggior ragione l’onorevole accetti le scelte delle segreterie. Di Margherita, poi, potrà sempre godersi sole e mare: ce n’è a volontà.
