Ma cosa sta succedendo al mercato settimanale di Trani? Due ingenti sequestri nel giro di una settimana sono un fatto casuale o denotano un malessere reale?
L’impressione è che l’area, oltre modo estesa in lunghezza, sia poco controllabile e si presta, inevitabilmente ad infiltrazioni di soggetti irregolari a vario titolo. Ma questo era stato garantito che non sarebbe accaduto, che l’assegnazione degli spazi sarebbe stata rigida ed il rischio di illeciti ridotto al lumicino.
Vuoi per la carenza di uomini preposti al controlli, vuoi per la sistemazione dell’area mercatale, in ogni caso provvisoria, la realtà è che, ad oltre cinque ani di distanza dal trasferimento da via Umberto e via Amedeo a via Superga, si siano risolti problemi logistici e di pubblica sicurezza, ma se ne siano creati altri relativi al commercio sleale.
Una riflessione si dovrà sicuramente operare perché, adesso che il primo Piano urbanistico esecutivo è stato approvato, si pensi subito a quello, riguardante il comparto Torrente antico, dal quale sorgerà l’area definitiva da adibirsi a spettacoli viaggianti ed aree mercatali. Nel frattempo, ci si deve affidare alla solerzia e, si spera, alla continuità degli interventi della forze dell’ordine.
Per prima è intervenuta la Guardia di finanza, sequestrando milletrecento capi di abbigliamento ed accessori moda contraffatti spalmati su dieci bancarelle, tutte non autorizzate, né censite, gestite da extracomunitari di etnia africana.
I militari della Compagnia di Trani delle Fiamme gialle, sulla base delle numerose segnalazioni da parte di commercianti in regola, che denunciavano la costante e crescente presenza del fenomeno, sono interventi nell’area di via Superga con quindici uomini per stanare gli abusivi. L’operazione ha avuto successo per quanto riguarda il recupero ed il sequestro dei capi contraffatti, mentre i venditori, alla vista dei militari, hanno abbandonato la merce sul luogo e si sono dileguati fra la folla facendo perdere le proprie tracce.
Non diversa la storia del blitz portato a termine martedì scorso, 9 marzo, dalla Polizia municipale. Anche in questo caso, quindici agenti impegnati in seguito alle crescenti denunce di commercianti, ambulanti ed in sede fissa, ritenutisi danneggiati dalla presenza fra le bancarelle di soggetti non in regola e che, vendendo merce anche contraffatta a prezzi irrisori, diventa protagonista di concorrenza sleale verso chi paga normalmente tasse e tributi e tratta merce rigorosamente controllata.
Il bilancio di quest’operazione riferisce di quattro sequestri amministrativi, a carico di commercianti privi di titoli autorizzativi, e quattro penali per merce contraffatta di marchi di vario genere. I soggetti interessati, in questo caso, sono tutti italiani.
Un bilancio che avrebbe potuto essere anche più corposo perché, intanto, molti altri commercianti abusivi, comunicando in qualche modo fra loro e passandosi parola, sono riusciti a rimuovere ogni cosa prima dell’arrivo degli agenti. I controlli, tuttavia, proseguiranno anche nelle prossime settimane anche per un monitoraggio più preciso dell’intera area mercatale, al fine di verificare non soltanto la possibile presenza di altri commercianti abusivi, italiani o stranieri, ma anche la corrispondenza dell’estensione reale delle bancarelle autorizzate allo spazio accordato e, quindi, ai tributi versati per l’occupazione di suolo pubblico.