La Procura di Trani non ha finora chiesto al gip l'adozione di provvedimenti di interdizione a carico di alcuno degli indagati nella vicenda Rai-Agcom. Lo si apprende in ambienti investigativi. Le stesso fonti specificano che il pm Michele Ruggero era in procinto di inviare al giudice Roberto Oliveri Del Castillo richieste di interdizioni dopo aver ricevuto, il 5 marzo scorso, dalla Guardia di finanza, i verbali contenenti le trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Tuttavia, dopo le rivelazioni pubblicate ieri da “Il fatto quotidiano”, il pm potrebbe avere accantonato l’intenzione di inviare al gip le richieste cautelari.
Sempre da palazzo Torres si apprende che i telefoni del premier, Silvio Berlusconi, non sono stati sottoposti ad intercettazioni dalla procura di Trani: le conversazioni telefoniche in cui si sente la voce del premier sono state captate perché egli parlava con persone le cui utenze erano sotto intercettazione.
Intanto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, annuncia un'ispezione ministeriale a palazzo Torres: «Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo – ha detto il Guardasigilli -. Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie». «Siamo qui a disposizione», si limita a rispondere a tale annuncio il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo. «State tranquilli - ha poi aggiunto ai cronisti: lasciateci lavorare con riservatezza, tranquillità e professionalità. Fermatevi a quello che ci siamo detti ieri: non ci sono comunicazioni per la stampa». Il procuratore stamani ha avuto incontri con il pm inquirente, Michele Ruggero, e con il procuratore aggiunto, Francesco Giannella.
Una nota è nel frattempo giunta da American express Italia, che «smentisce nel modo più categorico di aver esercitato pressioni sui mezzi di informazione e ribadisce di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente e nell'interesse dei propri titolari di carte di credito». Come è noto, dall’inchiesta sulle revolving card si è giunti, quasi casualmente ad altre intercettazioni che hanno riguardato il presidente del consiglio.
È confermato che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, non è indagato dalla Procura di Trani. Lo si apprende da fonti giudiziarie che parlano di "fantasiosa ricostruzione giornalistica". Questo potrebbe rendere pleonastica l’inchiesta interna alla Rai intorno all’operato del direttore del tg della rete ammiraglia. Non sono ancora pervenute smentite per le ipotesi di concussione ruiguardanti il premier Silvio Berlusconi e il componente dell'Agcom Innocenzi.
Se gli ispettori in procura arriveranno lunedì, martedì sarà la volta di Michele Santoro, per essere ascoltato dai giudici come testimone nell'indagine sul commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, ed il premier, Silvio Berlusconi. Il giornalista lo ha annunciato in un'intervista a La Repubblica e in due colloqui con La Stampa e l'Unità. Santoro è stato convocato dai giudici di Trani «qualche giorno fa - dice a La Repubblica -. Non sapevo niente di tutta questa storia. Ora credo di capire». Il conduttore di Annozero aggiunge all'Unità che, insieme a Marco Travaglio, è rimasto l'unico a dire che in Italia non esiste un arbitro imparziale e propone l'azzeramento dell'Agcom, «mettendo al suo posto un garante monocratico».
Non da ultimo, il premier. «Io mi occupo di cose serie e non di questioni ridicole e grottesche come questa». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, liquida la vicenda dell'indagine della Procura di Trani che lo vede coinvolto, intervenendo telefonicamente al Tg4 delle 11.30 per ricordare di aver sempre sostenuto come fosse «inaccettabile che ci fossero dei processi in televisione contro persone che sono già sotto processo davanti ai giudici, accusandoli di tutto con ferocia e senza la possibilità di difendersi. Per questo ho sempre chiesto a destra e a manca che si intervenisse attraverso l'Agcom per prendere provvedimenti».
