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Berlusconi-Trani, da oggi al lavoro quattro magistrati. Capristo attende sereno gli ispettori, che saranno contestati dall'Idv

Dopo la pausa di ieri, dovuta alla giornata domenicale, da stamani, la Procura di Trani ritorna al centro delle cronache nazionali soprattutto con riferimento all’annunciato arrivo degli ispettori inviati dal Ministro della giustizia, Alfano, in merito ai criteri usati da Michele Ruggiero, il pm titolare dell’inchiesta sulla vicenda Rai-Agcom nella quale sarebbero indagati per concussione il premier Silvio Berlusconi e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, senza dimenticar eil coinvolgimento più o meno diretto del direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

Attendendo gli ispettori, con a capo Arcibaldo Miller, una parte della ribalta proveranno a prendersela i parlamentari locali dell’Italia dei valori, Pierfelice Zazzera e Giuseppe Caforio, in una manifestazione programmata alle 11, in piazza Duomo, denominata «in difesa della democrazia e della legge». Previsto, per l’occasione, un intervento telefonico dell’onorevole Antonio di Pietro.

Il procuratore Carlo Maria Capristo, intanto, ha rivisto l’assetto dell’indagine. La nuova disposizione sta nell’avere affiancato al pm inquirente, Michele Ruggiero, altri tre colleghi: i sostituti Fabio Buquicchio, Ettore Cardinali e Marco D'Agostino. Ruggiero resta a capo del mini-pool, ma l’assegnazione del fascicolo a più magistrati sembra preludere alla volontà del procuratore capo di operare una più scrupolosa valutazione collegiale, tanto che gli ulteriori passaggi dell’inchiesta dovrebbero essere supportati dal parere unanime dei quattro, in assenza del quale le scelte ricadrebbero sullo stesso Capristo.

Ma da oggi i quattro pm sono chiamati alle prime decisioni importanti. Per prima cosa, firmare l’eventuale informazione di garanzia per concussione nei confronti di Silvio Berlusconi, e favoreggiamento per quanto riguarda il commissario di Agcom Giancarlo Innocenzi. In secondo luogo, ordinare la distruzione dei colloqui di alcuni ministri e sottosegretari intercettati indirettamente mentre parlavano al telefono con persone le cui utenze erano sotto controllo. I dialoghi intercettati non hanno, infatti, alcuna rilevanza penale. I ministri finiti sotto intercettazione - confermano fonti investigative - sono i responsabili dei dicasteri dell'Economia, Giulio Tremonti, dei Beni culturali, Sandro Bondi, dell'Interno, Roberto Maroni. Tra gli intercettati, anche il sottosegretario Paolo Bonaiuti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.

Nel frattempo Capristo, pur centellinandole, ha rilasciato a “Repubblica” le prime dichiarazioni in merito all’indagine tranese su Berlusconi. E, rispondendo indirettamente al premier, che ritiene che quest’inchiesta sia ridicola, afferma che l’inchesta, invece «è seria». Capristo precisa, altresì, che «non c'è nessun timore per gli ispettori che il Guardasigilli ha deciso di inviare da noi. Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso». Chiarito, inoltre, che «non c'è nessuna frattura all'interno dell'ufficio del pubblico ministero, piuttosto armonia e coesione», il procuratore ha poi escluso che almeno per ora l'inchiesta possa essere trasferita in un'altra sede: «Al momento ci sono attività istruttorie che devono essere completate - afferma Capristo -, quindi credo che le carte rimarranno dove sono». Infine, il procuratore ha confermato di avere aperto un'inchiesta per individuare la fonte della fuga di notizie sull'inchiesta pugliese».

Ci sarà tensione anche a Bari, dove sempre oggi è previsto l’arrivo del Guardasigilli Alfano per la consegna alla locale procura di cinque auto confiscate alla mafia. Ma proprio la sezione distrettuale di Bari dell'Associazione nazionale magistrati esprime «perplessità» sull'iniziativa del ministro di inviare nella procura di Trani gli ispettori. È detto in una nota firmata dal presidente della sezione, Salvatore Casciaro, e dal segretario, Marco Guida. «Nel contesto - è detto nella nota - di un'inchiesta condotta dalla Procura di Trani, della quale si è appreso per effetto di una deplorevole fuga di notizie, non può non suscitare viva perplessità l'iniziativa del Ministro della giustizia. L'arrivo degli ispettori, anche per l'ampiezza del mandato loro affidato (mandato che sarebbe stato esteso persino a profili di interpretazione della legge processuale), mentre viene a interferire - si aggiunge nella nota - con la prosecuzione dell'attività investigativa svolta da un sostituto procuratore che pur gode di generale altissima stima, rischia infatti di determinare oggettivo intralcio al più sollecito e da tutti auspicato espletamento di quella delicata inchiesta». Alfano, come è noto, ha motivato la sua scelta affermando che «l'inchiesta di Trani evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio».

Domani, infine, l’atteso arrivo a Trani di Michele Santoro, per essere ascoltato dai giudici come testimone nell'indagine sul commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, ed il premier, Silvio Berlusconi. «Non sapevo niente di tutta questa storia. Ora credo di capire», ha detto il conduttore di Annozero che propone l'azzeramento dell'Agcom, «mettendo al suo posto un garante monocratico».


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