Sindacati spaccati anche sullo sciopero della fame. La Uilta Uil sostiene i lavoratori che hanno deciso di astenersi dal cibo, ma la Cgil chiede loro di ripensarci, perché questo sarebbe l’ennesimo segnale di una divisione fra i sindacati che finora ha più recato nocumento che giovamento nella lunga vertenza relativa all’ex Filtatura di Trani.
Il segretario provinciale della Filtea Cgil, Donato Matropietro, dà atto di avere ricevuto la comunicazione della Uilta di in merito allo “sciopero della fame” da parte di un gruppo di lavoratori per sollecitare il governo a ricercare le soluzioni alla vertenza, ma afferma che «per rivendicare un tavolo alle istituzioni è ingiusto che i lavoratori debbano ricorrere ad iniziative estreme per la propria salute e per lo stato psicologico delle proprie famiglie. Noi siamo fortemente convinti – prosegue Mastripietro – del fatto che gli ammortizzatori sociali non siano la soluzione per le lavoratrici e lavoratori sospesi dai processi produttivi, né tanto meno per i lavoratori della Franzoni filati, e tale convincimento è la motivazione della estensione ad otto ore per i lavoratori del Tac allo sciopero generale nazionale del 12 marzo proclamato dalla Cgil. Crediamo, per l’ennesima volta, sia necessario ed indispensabile, per i lavoratori della Franzoni filati, che le iniziative di singole organizzazioni sindacali non producano il risultato di quella unitaria. Pertanto – chiede Mastropietro -, proponiamo che Femca Cisl, Filctem Cgil e Uilta Uil si attivino unitariamente a sollecitare il Ministero dello sviluppo economico alla urgente convocazione dell’incontro che doveva seguire all’ultimo tenutosi in data 18 settembre 2009, oltre al coinvolgimento attivo delle istituzioni locali, al fine di verificare le soluzioni necessarie alla ricollocazione dei 150 lavoratori dello stabilimento di Trani della Franzoni filati. Ai lavoratori dello facciamo appello affinché la decisione assunta dello “sciopero della fame” non venga attuata, per permettere ai tre sindacati di assumere le necessarie ed opportune iniziative condivise, mirate all’obiettivo comune: il lavoro».
