Si affida ad un avvocato tranese, Filiberto Palumbo, per conoscere ufficialmente se è indagato, e poiché ormai si è appreso che la risposta è affermativa, si dice « scandalizzato perché a Trani ci sono state palesi violazioni della legge».
Scintille, insomma, fra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e la Procura di Trani al termine di una giornata intensa nella quale, però, sono venuti a mancare i più attesi protagonisti, vale a dire gli ispettori inviati dal Guardasigilli Alfano.
Ma la scena se l’è ancora presa il premier, definendo a Radiouno Rai quella della magistratura tranese «una iniziativa grottesca e a fini puramente mediatici. Sul contenuto non sono affatto preoccupato perché c'è un diritto del presidente del Consiglio dei ministri di parlare al telefono con chiunque senza essere intercettato anche surrettiziamente come, invece, avviene qui. Da sempre - ha aggiunto il Cavaliere - sono intervenuto a destra e a manca per sollecitare che non si facessero i processi in tv a persone che sono già sotto processo davanti ai giudici, con accuse forti e precise senza dare agli accusati nessuna possibilità di difesa. Quindi le mie erano e sono - ha concluso - le posizioni di tutte le persone per bene e di buon senso: sono posizioni non soltanto lecite, ma anche doverose».
Quello di Berlusconi è lo sfogo consequenziale alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Trani, con le ipotesi della concussione e della “violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario” (articoli 317 e 338 del Codice penale), reati che sarebbero stati compiuti ai danni del Garante per le comunicazioni. Lo si apprende, riferiscono le agenzie di stampa, da fonti vicine alle indagini. E lo hanno appreso, di fatto, i legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che chiedevano se il premier fosse indagato: la risposta alla loro istanza è stata affermativa.
Assieme al capo del governo, sono indagati anche il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi (nei suoi confronti la procura ipotizza il reato di favoreggiamento personale, in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero) e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini (rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale, giacché Minzolini non avrebbe osservato il divieto imposto dal pubblico ministero, Michele Ruggiero, di non rivelare a terzi il contenuto dell'interrogatorio cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre 2009 nell'ambito delle indagini sulle carte di credito American Express).
Si sono attesi invano gli ispettori inviati da Alfano. Ieri non si sono visti, ma dovrebbero giungere oggi. Si tratta di magistrati, colleghi di quelli che indagano, e che quindi «non interferiranno», ha promesso il ministro della Giustizia, che però avverte: «Sulle fughe di notizie ci vuole maggiore serietà e devono essere gli stessi magistrati a cercare le talpe responsabili della pubblicazione di notizie segrete».
Ma il Csm resta tutt’altro che soddisfatto delle rassicurazioni del ministro e, così, la maggioranza dei consiglieri dell’organismo ha chiesto al comitato di presidenza «di accertare se vi siano interferenze nelle indagini in corso che riguardano personaggi politici di rilievo nazionale».
Proprio sulla fuga di notizie Capristo è stato non meno duro parlando per qualche istante con i giornalisti: «Nell’inchiesta per la fuga di notizie prometto il massimo impegno: chi conosce la mia storia, e non chi si diverte a gettare schizzi di fango su di me, sa che farò ogni sforzo per capire chi è l’autore di questa fuga di notizie». Ed ai giornalisti che gli chiedevano se sui giornali fossero state pubblicate notizie false, il procuratore ha risposto: «Siate cauti in quello che scrivete».
Nel frattempo, durante il sit-in tenuto ieri all’esterno di palazzo Torres, i parlamentari e responsabili locali dell’Idv hanno manifestato in favore del pool di Trani: «Ben vengano gli ispettori – ha detto l’onorevole Pierfelice Zazzera – ma l’autonomia della magistratura non si tocca. Stanno lavorando su questioni delicate e vanno lasciati in pace. C’è in gioco la democrazia nel Paese».
Ed oggi si attende in procura, oltre gli ispettori, anche Michele Santoro. Il conduttore di Annozero sarà ascoltato dai magistrati come "persona informata sui fatti". I giudici, cioè, chiederanno a Santoro se ha avuto sentore delle pressioni messe in atto contro Annozero.
