Insieme con questo numero de “Il giornale di Trani” trovate in edicola, in abbinamento editoriale, il "Dizionario storico araldico di Trani" (vol. I, Ed. "PiùbAideA", Bisceglie, Nov. 2009, pp. 327), scritto dai professori Felice Spaccucci e Mauro Aurora, e che reca, come sottotitolo, "Stemmi arcivescovili, famiglie nobili e titolate".
L’opera, come afferma Felice Spaccucci nella "Prefazione storica", intende «offrire un primo elenco di famiglie nobili o borghesi, delle quali è possibile ancora oggi ritrovare discendenti, che nella storia di Trani furono protagoniste, contribuendo a renderla famosa nell'economia, nell'arte, nelle scienze e nella religione» (ib., pag. 6).
Il giornale ed il volume costeranno, complessivamente, 35 euro, un prezzo vantaggioso rispetto a quello di copertina del libro. Ovviamente si potrà, se si vorrà, acquistare il solo giornale. Gli abbonati interessati all’acquisto del libro potranno ritirarlo presso la nostra sede, quelli residenti fuori città possono prendere contatto con noi per concordare le modalità d’invio.
In questo numero, per porre maggiormente in risalto l’importanza del volume, richiamiamo alcuni passaggi della pregevole recensione che il professor Filippo Ungaro ci ha rilasciato nei mesi scorsi, con particolare riferimento alla descrizione degli stemmi, «analiticamente rigorosa, che si rivela di notevole ausilio per comprendere appieno il ruolo ed i privilegi delle famiglie nobili, specialmente nel contesto dell'evoluzione amministrativa e politica della Città, della quale le origini, prosegue il Prof. Spaccucci, s'intrecciano "(...) con la storia e la diffusione del Cristianesimo, ma, anche, dell'ebraismo presente in città, presumibilmente, sin dai primi secoli del la fondazione" (ib., pag. 7).
L'indagine araldica, svolta anche nell'onorata memoria del figlio Giovanni (precocemente salito al Cielo), intende essere "(…) un tributo alla Città di Trani, alla sua ospitalità ed alla sua laboriosa gente". Lo afferma, nella "Prefazione araldica", con un lessico certamente non asettico, il Prof. Aurora, il quale valuta, inoltre, la ricerca (supportata dall'aiuto prezioso dei fratelli Nicola e Paolo Merra, "giovani artisti tranesi di sicuro avvenire") come "(...) un documento di promozione culturale, una guida storica che racconta, attraverso gli stemmi araldici, la società del passato, un valido strumento di facile lettura per approfondire conoscenze "(ib., pag. 9).
Gli emblemi descritti, precisa il Prof. Aurora, "(...) sono tutti nella nostra Città e si possono ammirare in antichi manoscritti, in cappelle cimiteriali, monumenti, sarcofagi, su lapidi di carattere civile o religioso, all'interno o all'esterno di palazzi e chiese" (ib., pag 10). La ricerca medesima, naturalmente, si è estesa, continua l'autore, alla "(...) documentazione trovata in varie biblioteche pubbliche e private, particolarmente in quella Comunale (...) e in quella Diocesana di Trani, negli Archivi di Stato, dove sono stati trovati anche documenti obliati, che davano una chiave di lettura agli emblemi araldici scoperti in precedenza" (ib., pag. 10)».
