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Inchiesta di Trani, tregua dopo la ressa: ispettori e magistrati si vedono a Bari. Si inasprisce lo scontro Csm-Alfano

Dopo il climax di stamani, si torna a respirare a palazzo Torres perché l’attenzione dei media si è spostata a Bari, dove nel pomeriggio gli ispettori inviati dal Guardasigilli Alfano hanno incontrato i magistrati del pool di Trani che hanno iscritto nel registro degli indagati Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi ed Augusto Minzolini nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni esercitate dal presidente del Consiglio sull’Agcom per fare chiudere trasmissioni televisive non gradite, a cominciare da “Anno zero”. 

E a Bari, per la prima volta, ha parlato il pm titolare dell’inchiesta, Michele Ruggiero: «Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori», ha detto fermandosi un attimo con i cronisti. L’Ansa riferisce che «poiché finora gli indagati non hanno avuto alcuna notizia ufficiale sull'indagine in corso, si ipotizza che i magistrati tranesi opporranno il segreto istruttorio su gran parte degli atti dell'inchiesta in cui è indagato anche Berlusconi». All'incontro, oltre al Pm Ruggiero, partecipa anche il procuratore, Carlo Maria Capristo, mentre gli 007 di via Arenula sono guidati da Arcibaldo Miller.

Intanto è confermato che è finita sotto la lente del Csm l'ispezione disposta dal ministro della Giustizia. Il comitato di presidenza dell'organo di autogoverno delle toghe, infatti, ha accolto la richiesta di un intervento avanzata dalla maggioranza dei consiglieri per verificare se vi siano interferenze nelle indagini in corso, affidando la verifica alla sesta commissione. Nella richiesta firmata dai consiglieri si chiede di «accertare, nell'ambito di una consolidata interpretazione fornita dal Consiglio in merito ai rapporti tra segreto di indagine e poteri dell'ispettorato sviluppati con leale collaborazione, le modalità effettive con le quali gli ispettori sono stati incaricati di svolgere l'attività amministrativa parallelamente ad un'inchiesta giudiziaria in corso».
Il fascicolo sull'ispezione dovrà verificare se il mandato degli 007 di Alfano comporta interferenze con le indagini della procura che sono ancora in corso e che hanno coinvolto tra gli altri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta di un'indagine del Csm (tutti tranne i tre laici del Pdl e dell'Udc) nutrono forti dubbi sulla bontà dell'iniziativa del ministro, visto che ha incaricato i suoi ispettori di accertare «fatti e circostanze che riguardano esclusivamente l'attività giurisdizionale» e che dunque sono fuori dai loro poteri di indagine, come la competenza territoriale, l' ammissibilità delle intercettazioni telefoniche disposte, e i motivi della fuga di notizie.

Intanto si sono progressivamente spenti i riflettori in piazza Duomo, dopo la ressa intorno a Michele Santoro nel momento in cui è uscito da palazzo Torres, al termine di un’audizione con i magistrati durata due ore.

Nella ressa dei cronisti, ha risposto ad una sola domanda, si è limitato a dichiararsi soddisfatto dell’esito del colloquio con i magistrati, ma ha anche precisato di non poter aggiungere altro sui contenuti dell’audizione. Tuttavia, ha aggiunto, «per quanto riguarda le pressioni che ci sono state su Anno zero, credo che siano pressioni di dominio pubblico, che vanno avanti dall'editto bulgaro in poi. Basta leggere i giornali e le dichiarazioni pubbliche fatte dal presidente del Consiglio, e non solo, per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata nei confronti della nostra trasmissione perché non andasse in onda». A chi gli ha chiesto se lo staff di Anno zero si costituirà parte civile nell’inchiesta in corso, ha risposto: «ci stiamo pensando». Poi, a fatica, Michele Santoro ha lasciato piazza Duomo.

Sempre nella tarda mattinata, nuove dichiarazioni sono giunte dal premier Berlusconi, che il invita i suoi elettori alla manifestazione del 20 marzo a Roma: «Da quando sono sceso in campo, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l'alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini. Ci hanno provato in Lombardia e a Roma, dove non hanno consentito la presentazione delle nostre liste, e hanno cercato di far credere a tutti che la colpa fosse dei nostri delegati. Ci provano anche con le ormai consuete accuse ad orologeria enfatizzate dai giornali compiacenti. Di fronte a questo ultimo attacco, non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo reagire».

Come è noto, i magistrati di Trani ipotizzano a carico del capo del governo la concussione e la “violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario” (articoli 317 e 338 del Codice penale), reati che sarebbero stati compiuti ai danni del Garante per le comunicazioni. Assieme al capo del governo, sono indagati anche il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi (nei suoi confronti la procura ipotizza il reato di favoreggiamento personale, in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero) e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini (rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale, giacché Minzolini non avrebbe osservato il divieto imposto dal pubblico ministero, Michele Ruggiero, di non rivelare a terzi il contenuto dell'interrogatorio cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre 2009 nell'ambito delle indagini sulle carte di credito American Express).

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