Lo strano incrocio tra i clamori mediatici di questi giorni, che riguardano il nostro tribunale e gli i lavoratori della ex Franzoni, merita alcune riflessioni e una domanda. Entrambe le poniamo con il massimo rispetto. Ci auguriamo, e probabilmente così sarà, che l’intervento pubblico, pubblicato sulla stampa nazionale, del nostro emerito arcivescovo sulla vicenda Agcom, sia stato preceduto da altrettanto pertinenti interventi per dare un concreto contributo, o quantomeno un gesto di cristiana solidarietà, agli operai della ex Franzoni Filati che nelle stesse ore hanno iniziato lo sciopero della fame con un presidio in piazza, per reclamare attenzione e soluzioni sulla nota vicenda che li riguarda. Se così non dovesse essere, allora ci sarebbe qualcosa che non quadra.
Infatti se il nostro emerito arcivescovo ritiene di intervenire pubblicamente attraverso i mass media, inserendo così anche la voce delle istituzioni religiose nel circo mediatico nazionale di questi giorni sulla vicenda Agcom (ente sconosciuto a quasi tutti i cittadini!), e invece non si fa o rifà sentire la voce delle stesse istituzioni religiose per una vicenda che riguarda le persone e la loro vita che mettono in piazza la loro disperazione reale a due passi di distanza (reale), allora veramente c’è qualcosa che non quadra. C’è qualcosa che non quadra se nella stessa piazza ci sono gli striscioni di protesta dei lavoratori, che fanno lo sciopero della fame per il lavoro perso, e ci sono uguali striscioni che invitano ad andare a tifare la nostra squadra di calcio!
Mi chiedo: è normale tutto questo?
Noi, nella nostra minuscola veste istituzionale e soprattutto nella veste di semplici cittadini, come già scritto, abbiamo dato il nostro modestissimo contributo.
L’altra riflessione meno importante, ma altrettanto seria: quante centinaia di migliaia di euro sarebbe costata alla nostra città la visibilità ottenuta dalle vicende di questi giorni su tutti i media nazionali? Altro che Borsa del Turismo di Milano! Qui invece è stato tutto gratis, per fortuna.
E soprattutto viene da chiedersi: sarebbe stata la stessa splendida visibilità per la nostra città, se il tribunale di Trani fosse stato allocato in un grigio palazzone di periferia come qualcuno vuole fare e non, invece, all’interno del meraviglioso centro storico e della maestosa cattedrale?
Michele di Gregorio
avvocato e consigliere comunale
