“Lo scorso 15 dicembre in questi corridoi camminavo sui calcinacci, oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. Quei calcinacci sono soprattutto simbolici: oggi la sanità tranese rinasce dalle macerie in cui era stata lasciata. E’ la vittoria del diritto alla salute, di una sanità a misura di uomo e di donna, della dignità del paziente, della persona”.
Così il governatore uscente della Puglia, Nichi Vendola, ha commentato l’inaugurazione del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Nicola Pellegrino, avvenuta stamani alla presenza di un foltissimo pubblico, soprattutto femminile.
Le donne non hanno ancora ben compreso quello che attualmente il reparto offre. Tutte si aspettavano di rivedere l’ostetricia, la possibilità dunque di tornare a partorire a Trani: così, invece, per il momento non sarà. “Ci arriveremo presto – hanno detto sia Vendola, sia il direttore generale dell’Asl Bat Rocco Canosa -. Il completamento del reparto con il punto nascita è già scritto nel Piano attuativo locale approvato dai sindaci e, quindi, sopraggiungerà a prescindere dell’esito del voto”. “Intanto, però – sottolinea Canosa – le donne possono contare su un reparto altamente specializzato nelle cure ginecologiche e senologiche, una struttura che non ha eguali da queste parti”.
Al taglio del nastro, dopo la benedizione del reparto da parte del vicario generale della Diocesi, Mons. Savino Giannotti, anche un emozionatissimo primario Carlo Avantario.
Grandi applausi da parte del pubblico presente, ma anche un’imprevista manifestazione di dissenso di una giovane donna, organica ad un movimento politico del centrodestra, che ha chiesto platealmente, ad alta voce: “Come mai avete annunciato la riapertura del reparto dal lontano 2005 e lo inaugurate soltanto oggi, a pochi giorni dalle elezioni? È dal 2005 che aspetto di partorire a Trani: quanto altro ancora dovrò attendere?”.
Ma è stata una vox clamantis nel deserto, perché tante altre donne hanno apprezzato e, adesso, sperano davvero di riascoltare gemiti in questi corridoi tornati familiari ed arricchiti di colori e persino simboli, come il girasole che accoglie all’inizio del corridoio chi entra nel reparto: un fiore forte, alto e sicuro. Come il fatto che oggi Trani ha scritto una pagina di storia positiva.
