Ok, qualcuno potrà obbiettare che di cabine telefoniche oramai non ce ne siano più, che quelle poche rimaste non si possono chiudere perchè prive di porte. Ancora, qualcun altro maliziosamente potrebbe vedere nella cabina telefonica una metafora di altri posti in cui ci si rinchiude non per comunicare con l'esterno ma per un prosaico raccoglimento spirituale. Beh, magari altre ipotesi si faranno avanti. Intanto la notizia è che l'assessore Giuseppina Chiarello ha deciso di commentare a suo modo il polverone mediatico scatenato dalle inchieste della Procura di Trani.
In che modo? La tecnica è già stata sperimentata in occasione delle multe alle coppiette sul ponte di via Andria, con ottimi risultati. Quindi stamattina è stato fondato un nuovo gruppo su Facebook con un titolo simpatico e forse un po' allusivo: "Andiamo tutti nella cabina telefonica di Trani", apparentemente un non-sense, ma cerchiamo di capirci qualcosa. Descrizione: "Andiamo tutti nella Cabina Telefonica di Trani e rinchiudiamoci Eugenio Scalfari, Carlo De Maledetti (De Benedetti, ndr), Michele Santoro, Marco Travaglio, il clan MicroSega (Micro Mega, ndr) e Quaqquaraqquà Totonno DiPietro in Toga (Vabeh, Totonno si capisce, ndr)". Si, l'ipotesi è comfermata, trattasi di non-sense.
Insomma, l'obbiettivo della polemica della Chiarello è quella stampa che, critica verso il Premier, ha concentrato l'attenzione sull'indagine del Tribunale di Trani. Ad ora (12.20) gli iscritti sono 27, un numero esiguo e agguerritissimo capace di tener testa la maggior parte della stampa italiana e (cosa ben più dfficile) a Tonino, aka il trattore di Bisaccia. (arc.r.)
