È andata in scena oggi la prima, vera udienza del processo sulle Estati tranesi 2005 e 2006, che vede alla sbarra quattordici imputati fra amministratori in carica ed uscenti.
Dinanzi al collegio giudicante, presieduto da Cesaria Carone, si sono presentati soprattutto i primi testi, alcuni dei quali fra gli autori della relazione di parte della minoranza da cui è nata l’inchiesta giudiziaria condotta dal pm Antonio Savasta: Domenico de Laurentis, Nicola Damascelli e Nicola Cuccovillo. Proprio quest'ultimo la corte ha ritenuto di ascoltare a nome degli altri.
Al pubblico ministero Cuccovillo ha esposto lo scenario ed i motivi di quella relazione da cui è nata l’indagine, fornendo anche nuovi dettagli in merito ad un suo intervento in consiglio comunale circa il presunto rilascio di un cachet, in favore di gruppo musicale, più alto a Trani rispetto ad altri comuni in cui lo stesso gruppo si era esibito.
Su questo passaggio è intervento con eccezioni il difensore del sindaco (e di Berlusconi), Filiberto Palumbo, mentre l’avvocato Giuseppina Chiarello ha a sua volta chiesto a Cuccovillo ragguagli circa il presunto mistero di spese elettriche di circa 200mila euro che, secondo gli autori dell’esposto, sarebbero stati versati dal Comune non sul conto dell’Amet, ma su quello di Aigs, nel 2005 sua partecipata prima di essere acquisita dal Comune l’anno seguente.
Fra gli altri testi iscritti nel registro dell’udienza, marescialli di Guardia di finanza, Polizia tributaria e Carabinieri, periti del pm e di parte, impresari di spettacoli e rappresentanti a vario titolo dei soggetti organizzatori degli eventi di quei cartelloni.
Le deposizioni dono destinate a proseguire nell’aggiornamento dell’udienza, fissato per il 24 marzo.
I fatti si riferiscono al primo mandato del sindaco, Pinuccio Tarantini. L'inchiesta riguarda in particolare il primo cittadino, i componenti della giunta comunale dell'epoca ed i tre presidenti delle controllate per "abuso in atti di ufficio, concussione, e violazione del decreto legislativo 74/2000 al fine di evadere le imposte sui redditi e l'Iva".
Secondo l’accusa, nel 2005 sarebbero stati spesi 916.030 euro, nel 2006 730.681 euro, somme ritenute «di molto eccedenti le disponibilità finanziarie del Comune, pari rispettivamente ad euro 171.711 ed euro 300.000, riversando sulle citate aziende, anche con l'apporto di minacce ed atti fraudolenti, la differenza tra quanto già legittimamente disponibile nelle casse comunali ed il costo effettivo dell'intero programma. Così operando hanno contribuito alla formazione di un debito fuori bilancio, che ad oggi si stima in oltre 6.000.000 di euro, nonché a depauperare il patrimonio delle stesse aziende pubbliche, i cui riflessi negativi si riverberano, da ultimo, sull'intera collettività tranese che è chiamata a pagare maggiore oneri a fronte di identici servizi».
Questi, nel dettaglio, gli imputati del processo in corso: Giuseppe Tarantini (sindaco); Mauro Scagliarini (vice sindaco); Nicola Quinto, Sergio De Feudis, Savino De Toma, Giuseppe La Ricchia, Giovanni Cozzoli, Giacomo Ceci, Filomena Lorizzo (assessori); Carlo Laurora (presidente del consiglio comunale); Dino Marinaro (consigliere comunale); Alfonso Maria Mangione (presidente Amet); Sabino Antonino (presidente Aigs); Claudio Squiccimarro (presidente Amiu).
