Lo sciopero della fame degli operai ex Franzoni potrebbe terminare nelle prossime ore. Lo ha chiesto loro, in particolare, il vicario generale della Diocesi, Mons. Savino Giannotti, per evitare di accrescere la tensione nelle loro famiglie alla vigilia della Settimana santa.
Gli operai, anche perché ormai allo stremo delle forze, hanno raccolto l’invito, ma hanno anche precisato che manterranno il presidio in piazza della Repubblica perché l’attenzione su di loro resti alta.
Mons. Giannotti era intervenuto anche ieri sera per convincere altri cinque operai a lasciare al chiesa di San Francesco, presso cui si erano recati per pregare manifestando l’intenzione di restarvi tutta la notte. Ci sono stati attimi di tensione, poi gli agenti del Commissariato di polizia sono riusciti con le buone maniere a convincerli a tornare a casa. Per Don Savino, «il loro è un gesto tanto importante quanto disperato, ma non è la soluzione. Oggi è finito il tempo dell’ascolto ed è giunto quello delle risposte. Però a questi lavoratori devono rispondere le istituzioni, non la Chiesa».
Ed intanto Luigi Mesaroli, segretario provinciale della Uilta Uil, cui aderiscono tutti i manifestanti, ha chiesto di incontrare il Prefetto di Bari, Schiraldi, per sollecitare l’intervento del Governo, diventato ultimamente il grande assente di una vicenda in cui il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, dopo la protesta del campanile, si era impegnato a ricercare una soluzione ed aveva dichiarato che il percorso era stato avviato e nessuno sarebbe rimasto indietro.
Allo stesso sottosegretario si è rivolto l’assessore regionale al ramo, Michele Losappio, accogliendo l’invito trasmessogli dal segretario regionale della Filtea Cgil, Donato Mastriopietro.
