L'associazione "Il vaso di Pandora" commenta l'increscioso episodio dell'aggressione al ragazzo di Trani affetto da sindrome di down. In una nota dal titolo quanto mai significativo "La mamma degli imbecilli è sempre incinta", firmata dal suo portavoce Luigi La Forgia, si mettono in evidenza i fattori culturali che sostanziano l'aggressione avvenuta a Trani. Di seguito la nota dell'associazione.
"Inutile nasconderlo, l’indignazione per quanto accaduto non può che essere pari al biasimo per tutti coloro i quali intravedono nella diversità elementi di discriminazione. Sono considerati "diversi" e quindi esclusi ed emarginati dalla società e derisi dagli imbecilli – spiega la Forgia - gli immigrati, gli omosessuali, i matti, i portatori di handicap, i perdenti in genere e addirittura paradossalmente si considera diverso in quanto "sfigato" chi non imbroglia, chi non si sballa, chi non veste alla moda.
Purtroppo questi episodi nascono da modelli che ci vengono proposti in cui la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e "gli altri". Il pregiudizio non è innato ma ha il suo fondamento nelle influenze familiari, ambientali, sociali.
La solidarietà al ragazzo maltrattato ed alla sua famiglia – conclude il portavoce dell’associazione - si unisce all’appello alle forze politiche e culturali, alla scuola ed al mondo della formazione in genere perché si propaghino messaggi in cui la differenza sia vista non come un limite, ma come un valore, una risorsa, un diritto. Educare alla differenza, all’altro, al diverso, all’ultimo, crea i presupposti di una cultura dell'accoglienza e tende ad impedire l'omogeneizzazione culturale".
