Parte anche a Trani la raccolta firme per la Campagna Referendaria “L’acqua non si vende”, promossa dal Forum italiano Movimenti per l’Acqua. La raccolta firme, partita ufficialmente in tutta Italia il 25 aprile 2010, ha già fatto segnare un primo importante risultato raggiungendo oltre 13000 firme in tutta la Puglia.
I tre quesiti riguardano l’abrogazione dell’art. 23/bis della legge 133/2008 e di due articoli del cosiddetto “Codice dell’ambiente”, il 152/2006. Messi a punto da giuristi come Stefano Rodotà, Gianni Ferrara e Alberto Lucarelli, se approvati renderanno possibile il ricorso ad aziende speciali o enti di diritto pubblico che gestiscano l’acqua come servizio di interesse generale, senza profitti.
Primo quesito: fermare la privatizzazione dell’acqua. Si chiede di abrogare l’art. 23 bis della legge 133/2008. L’ultima normativa in materia approvata dal Governo Berlusconi, che ha segnato un’accelerazione del processo di privatizzazione. Stabilisce come modalità ordinaria di gestione l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o affidamento a società miste con socio privato almeno al 40%.
Secondo quesito: aprire la strada alla ripubblicizzazione. Si chiede di abrogare l’art. 150 del decreto 152/2006 che stabilisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la Gestione attraverso SpA a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.
Terzo quesito: eliminare i profitti dal bene comune acqua. Si chiede di abrogare l’art. 154 del decreto 152/2006 che dispone che le tariffe del servizio siano determinate tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Nella città di Trani saranno allestiti due presidi permanenti per la raccolta firme presso la sede della LEGAMBIENTE in Corso Imbriani, 119/B (tutti i lunedì dalle 19.00 alle 21.00) e presso la sede dell’associazione culturale KOINE’ in Via Umberto, 316 (tutti i giorni dalle 19.00 alle 20.00).
