A dare il via al fuoco incrociato di comunicati stampa dell'opposizione ci pensa il coordinamento cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che, senza mezzi termini, bolla il progetto del cementificio come "il pessimo ricordo che l'amministrazione Tarantini vuole lasciare di sé alle future generazioni". Carcano, Mazzilli e Ferreri manifestano profondo scetticismo sulla possibilità di coniugare vocazione turistica e sviluppo industriale del tipo proposto, denunciando l'incapacità dell'amministrazione di pensare al bene comune approfittando della crisi economica e della carenza occupazionale per firmare un protocollo d'intesa che avrà come unico beneficiario la società dei Matarrese.
Critiche analoghe dai Verdi che lamentano la mancanza di dibattito politico prima di quello che definiscono "l'annuncio urbi et orbi del sindaco". Il partito del sole che ride lamenta l'assenza di certezze sulle ricadute occupazionali ma ancor di più l'impatto ambientale che avrà la struttura: "l'unica cosa chiara è che l'amministrazione non ha ben chiaro cosa fare e quale prospettiva di sviluppo dare alla città. Bisogna saper scegliere, o l'industria del turismo o quella dei rifiuti e del cemento. A questo punto - cocludono provocatoriamente i Verdi - perché non una centrale nucleare?"
Critico anche il dipietrista Sebastiano De Feudis che, alla luce di quanto accade nel resto d'Italia, vede nel cementificio un "inceneritore mascherato". Per il coordinatore Idv infatti, una legge dello Stato ha consentito ai cementifici di convertirsi in co-inceneritori, pertanto auspica vivamente che l'operazione non vada in porto.
Per Fabrizio Ferrante, capogruppo consiliare del Pd, tanto clamore è ingiustificato, trattandosi per ora solo di una variazione al Pug. Ma se il progetto dovesse realizzarsi sarebbero da valutare le ricadute ambientali, perché, pur sottolineando la necessità di creare nuovi posti di lavoro, per Ferrante si tratta comunque di una zona già ad alto rischio, considerata la presenza della discarica Amiu e di diversi impianti industriali. Il Pd tuttavia si è detto disponibile al confronto, invitando l'amministrazione a dare vita a forum cittadini in cui raccogliere le opinioni della cittadinanza. In una nota della segreteria si legge che "se dai dibattiti che si andranno a sviluppare nelle sedi preposte emergeranno garanzie sufficienti, capaci cioè di fugare ogni dubbio dall'impianto che si andrà a costruire, il Partito democratico darà con convinzione il proprio voto favorevole".
Non è un partito ma è sicuramente una forza che si oppone al progetto e i dubbi avanzati entrano pesantemente nel merito. Al coro di critiche infatti si è aggiunto anche quello di Legambiente che parla di amministrazione "inconsapevole di quanto sta avvenendo nell'agro tranese". Troppi impianti industriali ad alto impatto amnientale, troppe cave incustodite, troppe situazioni a rischio. Gli ambientalisti denunciano l'atteggiamento di chi "continua ad avere una visione ancestrale dell’ecologia ed a considerare qualsivoglia impianto avulso dal contesto ambientale in cui si inserisce, ignorando pertanto le interazioni esponenziali tra le singole emissioni in atmosfera, o nelle altre componenti ambientali (acqua-suolo-sottosuolo)".
Ma le critiche arrivano anche da partiti dell'aria di centrodestra. Si tratta del consigliere comunale del Pdl/Dca Dino Marinaro che accusa Tarantini di incoerenza e scarsa incidenza politica, tanto da prevedere per il prossimo futuro "una stagione di proclami; va bene qualsiasi cosa, tutto, ed il giorno dopo diventa il contrario di tutto". Chiaro il riferimento al doppio binario su cui si muoverebbe l'amministrazione, quello dello sviluppo turistico con la possibilità di fare del centro storico patrimonio Unesco e quello industriale.
Al coro di critiche non si è fatta attendere la dura replica del Pdl in cui si definiscono "gufatori" gli esponenti del centrosinistra che hanno criticato il progetto. Duri attacchi all'indirizzo di De Feudis, che affermerebbe cose false quando parla di "inceneritore mascherato", mentre accusa il resto del centrosinistra di essere contrario aprioristicamente all'operazione, senza considerare che quella zona non può avere altra vocazione se non quella industriale, e soprattutto senza tenere in conto le ricadute occupazionali. Arcangelo Rociola.