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Il «fattore 93'» premia di nuovo il Trani. Domenica a Scalea si riparte dall'1-0

Dalla zona Cesarini al «fattore 93». Come a Manduria contro il Molfetta, la Fortis torna a benedire il recupero e, quando già in molti erano prossimi a lasciare lo stadio, Crisantemo inchioda di testa, sul secondo palo, un preciso traversone dalla sinistra di Amato e fa secco il portiere ospite, Spingola.

Finisce così 1-0 il primo tempo della sfida fra Trani e Scalea, semifinale interregionale dei playoff del campionato di Eccellenza. Il secondo, fra sette gironi in Calabria, porrà la squadra locale nella condizione di dover attaccare per ribaltare le cose.

Il Trani, che ha dalla sua soprattutto il vantaggio di non avere subito reti, può a questo punto dirsi ben felice dell’esito di questa partita, nata con il presunto vantaggio del fattore campo, di una settimana di riposo e dell’assenza di molti giocatori titolari nella squadra ospite. Eppure lo Scalea ha giocato un buon primo tempo difendendosi ordinatamente, senza fare le barricate, e ripartendo quando possibile con due incursioni dalla destra di Miceli, il migliore dei calabresi.

Pettinicchio ha schierato Millan nell’insolito ruolo di laterale difensivo destro, per tamponare la forza fisica degli ospiti da quella parte, preferendo nel suo ruolo al centro del campo, a fianco di Montecasino, un Vittorio che ha faticato e, nella ripresa, è uscito per crampi. La sua sostituzione con Cinquepalmi ha riportato lo scacchiere tranese alla sistemazione tradizionale, ma intanto le mosse decisive sono state le altre due: Medico per un Fumai a corrente alternata e Crisantemo per un Pisani apparso progressivamente in affanno, come del resto Piscopo, stremato dalla fatica e sparito dal campo da metà ripresa in poi.

Con due attaccanti di peso lì davanti, la squadra tranese ha affidato soprattutto ai traversoni al centro i suoi destini, cercando la spizzata, la girata, l’episodio che decidesse la partita. E questo è arrivato proprio nel recupero, nella maniera già descritta, subito dopo che Faye era stato espulso per doppia ammonizione.

A tale proposito, va detto che già al 43’ del primo tempo lo Scalea avrebbe meritato di restare in dieci perché Cambria, già ammonito, aveva commesso su Piscopo una cintura che avrebbe meritato il secondo cartellino giallo. Lo stesso aveva fatto proprio Faye, sempre su Piscopo, nei primi minuti della ripresa. Insufficiente, nel complesso, l’arbitraggio del nolano Buonocore, la cui casa estiva a Scalea non ha giovato: in troppe occasioni avrà avvertito il conflitto di interessi e ha scelto di non scegliere, scontentando tutti.

Ma alla fine il Trani brinda e lo Scalea recrimina per un pareggio sfumato quando ormai pareva già in pugno. Ma tutto è aperto e la gara di ritorno sarà una bella sfida aperta ad ogni risultato.

A margine, complimenti ai tifosi dello Scalea per lo striscione “pro Alessandro”, un bel gesto di solidarietà che ha meritato l’applauso sincero del pubblico. Da condannare gli applausi ironici di Faye al pubblico tranese, dopo la la sua espulsione, ed ancora di più i beceri cori razzisti nei suoi confronti di una comunque sparuta frangia di tifo biancazzurro, dalla quale opportunamente il presidente Flora (esultante nella foto) ha pubblicamente preso le distanze.


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