Sul progetto di una nuova cementeria da realizzarsi nell’agro di Trani interviene il Consigliere Comunale dei Verdi Franco Laurora.
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Innanzitutto credo si possa parlare di un progetto fantasma, dato che pochissimi ne hanno preso visione, mentre ritengo essenziale, prima di prendere una decisione in merito, che il Consiglio Comunale al completo e tutte le associazione e i semplici cittadini che ne facciano richiesta possano visionare tale progetto e presentare il loro parere e le loro osservazioni.
Noi Verdi non siamo il partito del «no», e non siamo contrari a priori alla realizzazione di impianti industriali, ma mi pare opportuno fare delle considerazioni. Innanzitutto è essenziale che l’impianto non sia autorizzato a bruciare rifiuti, dato che è appurato che ogni impianto che brucia rifiuti produce automaticamente diossine e veleni che finiscono sui nostri prodotti agricoli e nei nostri polmoni. E infatti, al contrario di quanto affermato da qualche idiota, noi ci siamo sempre opposti all’utilizzo della cementeria di Barletta come inceneritore. Poi bisogna fare un’attenta valutazione dell’impatto ambientale del nuovo impianto, e al riguardo ricordo che l’area interessata per la costruzione è quella della discarica comunale (diventata ormai purtroppo discarica provinciale) la cui visione dal cielo (facile da vedersi su vari siti internet) è semplicemente terrificante, poiché appare come un’immensa macchia bianca nel verde della campagna tranese, campagna che vedrebbe deprezzare la qualità dei suoi prodotti agricoli con grave danno per gli agricoltori locali.
Occorrerebbe interrogarsi anche sul futuro economico della città, e quando tutti auspichiamo uno sviluppo turistico allora dobbiamo decidere se perseguirlo con strumenti come il Museo Civico e il miglioramento dei lidi balneari o con impianti di industria pesante.
Gli investitori della nuova cementeria assicurano che ci saranno tanti posti nuovi di lavoro e tutti per i tranesi, suscitando l’entusiasmo dei politicanti locali già pronti a promettere posti di lavoro alle loro “clientele” (dopo i compensi in nero ai rappresentanti di lista non sapevano più che altro inventare per accaparrare consensi).
E invece io dubito fortemente che la legislazione del lavoro consenta di discriminare le unità da assumere in base al comune di residenza.
Inoltre ritengo che prima di deliberare una variante di piano regolatore, bisogna pensarci bene, considerati i già tanti ricorsi amministrativi contro il nuovo Pug.
E per concludere consentitemi di dire che questo è un film già visto. Ricordate la Distilleria Palma? Il progetto di megaporto? Il progetto di discarica di rifiuti industriali dell’Ecoerre? Il progetto dell’inceneritore? Ogni volta la stessa storia.
Illustri politici locali, guarda caso quasi sempre gli stessi, preoccupati ovviamente solo per lo sviluppo economico e occupazionale di Trani, si facevano paladini di megaimpianti che avrebbero assicurato tanti posti di lavoro e “fatto circolare più moneta”, senza tenere in alcun conto le devastazioni ambientali, l’abbrutimento della città, la tutela della salute dei cittadini, la sete di grandi guadagni di imprenditori senza scrupoli, e il rispetto delle regole.
Io questo film gradirei non vederlo più, voi che ne dite?
Franco Laurora - Consigliere comunale Verdi
