A palazzo Beltrani è in arrivo una ricca donazione da parte di un grande mecenate. Ancora top secret nome del benefattore ed oggetto dell’elargizione, ma la circostanza è certa e l’operazione si definirà nei prossimi mesi.
Ne ha dato notizia ieri il sindaco, Pinuccio Tarantini, a margine dell’incontro culturale promosso dall’amministrazione comunale, nel palazzo delle arti, intorno alla figura di Miche Ladogana, il gallerista e storico tranese che ha donato alla città ed a quel palazzo una quindicina di opere di sua proprietà.
E ieri sera, addirittura, il futuro donatore era nel pubblico che ha ascoltato con vivo interesse la relazione della dottoressa Lucia Rosa Pastore, direttore artistico di palazzo Beltrani, dedicata alle opere donate dal Ladogana. Ma di questa circostanza si è appreso solo a serata terminata, perché il sindaco vuole mantenere sull’operazione il più stretto riserbo.
Su questa imminente donazione d’opere in favore della città, il primo cittadino spiega: «Le amministrazioni comunali se la passano molto male di questi tempi, e quindi se riuscissimo a trovare uno o più mecenati che ci aiutino almeno nel campo della tutela e valorizzazione dei beni culturali ne saremmo molto felici. Per la verità, uno già c’è, perché proprio questa mattina (ieri, ndr) un grande mecenate si è impegnato a fare un comodato per concedere opere d’arte, anche molto importanti, al nostro palazzo Beltrani. La cosa particolare è che questo mecenate non è di Trani, e questa cosa mi fa pensare ancora di più, perché evidentemente la nostra città talvolta attira più chi non è di Trani rispetto a chi lo è. Per questo rivolgo un appello: poiché non tutto si può fare con il denaro pubblico – dovrebbe essere il nostro dovere, ma dico con onestà che non ce la si fa -, se si riuscisse a trovare qualcuno che volesse intervenire in questo modo, io credo che la gratitudine della cittadinanza tutta sarebbe garantita».
E ad un mecenate, forse persino lo stesso pronto a donare opere a palazzo Beltrani, potrebbe impegnarsi per il restauro del monumento a Giovani Bovio di piazza Repubblica, opera del grande scultore dell’800 Ettore Ferrari, e che versa in una situazione di profondo degrado più volte denunciata da Ladogana quando era in vita, anche e soprattutto attraverso il nostro “Giornale di Trani”, ed il cui “urgente restauro” è stato vivamente caldeggiato ieri anche dalla dottoressa Pastore durante la sua relazione, trovando la massima condivisione del sindaco.
Certo, dopo la pinacoteca Scaringi e le opere di Ladogana, sarebbe un altro gran bel colpo in grado di attrarre turisti a frotte. Ed il palazzo è ancora così tanto grande…
