Caro neo segretario del Pd,
ho letto su un sito web il suo “appello-sfogo” rivolto agli iscritti a collaborare con il Partito ed io, come ho avuto modo di affermare nel corso dell’intervento al Congresso cittadino, sono disponibile a farlo.
Caro Laurora, La capisco benissimo: non è facile operare in una condizione interna lacerata e divisa da posizioni originate, per lo più, “per partito preso” e non da reali posizioni politiche.
Anche a me è capitato di essere eletto Segretario del P.C.I. di Trani –nel luglio del 1968- a 30 anni, ereditando un Partito anch’esso lacerato e diviso a causa di alcune “epurazioni” volute dalla parte, in quel momento, dominante. Si dira: “altri tempi!, altre situazioni e altre passioni! Ma la vita interna dei Partiti è “meccanicamente” sempre la stessa.
Allora si superò tale situazione “alzando il tiro” dell’iniziativa politica, prendendo a cuore i bisogni di coloro che rappresentavamo.
Adesso, caro Segretario, per ripartire è necessario chiarire, in premessa, chi e che cosa vogliamo rappresentare: i bisogni o gli interessi dei nostri concittadini? Oppure, se saremo capaci di elaborare una strategia intelligente capace di coniugare in maniera equilibrata interessi e bisogni.
Per fare ciò, però, è indispensabile uscire dalla cultura “mattonara” del centro-destra, nella quale si è identificato pure il centro-sinistra come anche lo stesso PD. Se, invece, si continua ad operare sul terreno della subalternità e della immobilità del Partito le divisioni, inevitabilmente, aumenteranno.
Bisogna convincersi che Trani, da oltre 20 anni, ha imboccato la strada di un continuo declino economico, sociale e culturale perché, negli anni ’90 si è concluso un ciclo economico e politico iniziato alla fine degli anni ’40, come conseguenza dell’adesione alla Democrazia Cristiana dei Monarchici e dei Qualunquisti di Trani.
Certo, mi rendo conto che quello del rilancio della città non è solo un problema del PD ma di tutti “i centri intelligenti” che operano nella Città e che pure loro sono ingabbiati dalla “cultura mattonara” cittadina che coprono con solenni giuramenti di amare Trani.
Caro Laurora, sarà duro operare su questo versante ma vale la pena provare a tirar fuori la Città dalle secche dell’attuale politica cittadina.
Buon Lavoro
Vittorio Lentini
