Arriva Matarrese e la tenda se ne va. È questa la prospettiva che metterebbe fine, dopo quattro mesi, alla permanenza in piazza di una parte dei 150 lavoratori della ex Filatura di Trani.
La smobilitazione potrebbe giungere se, al termine di un incontro da fissarsi nei prossimi giorni, l’amministrazione comunale otterrà dal gruppo Matarrese la rassicurazione che una quota parte degli assunti della futura cementeria di Trani siano proprio ex operai Franzoni.
Non si è ancora parlato di numeri, ovviamente si tratterà di una parte minima, «ma intanto – commenta il segretario della Uilta Uil, Luigi Mesaroli – è un primo passo concreto, finora l’unico in direzione del riconoscimento del diritto al lavoro, motivo per cui la nostra tenda è ancora lì. È bene precisare che quella tenda non è solo il simbolo della vertenza Franzoni, ma lo strumento per rivendicare il lavoro in questa città. Ed al momento, spiace constatarlo, l’unica prospettiva concreta all’orizzonte è quella della cementeria».
Sul fronte della vertenza vera e propria, invece, procede inesorabile il conto alla rovescia verso il 31 luglio, ultimo giorno di cassa integrazione straordinaria in deroga. Lo scorso 14 giugno le tre organizzazioni sindacali, tornate unite, avevano avuto un incontro a Bari, in Regione, per chiedere l’ennesima revoca dei licenziamenti da parte della Franzoni filati così da ottenere un’ulteriore proroga di sei mesi. Ma da Brescia, questa volta, non vi sarebbe alcuna intenzione di revocare la messa in mobilità dei 150 dipendenti di Trani e, quindi, le sigle si sono rivolte direttamente al Ministero dello sviluppo economico per chiedere ed ottenere un incontro urgente, tuttora non fissato.
