L’auto era pronta, ma servivano la benzina ed un motore collaudato per ripartire. Flora ha avuto qualche buono carburante importante (molti ancora sulla parola per la verità), ma tanto è bastato per iscrivere la squadra al campionato (30mila euro “cash” versati ieri a Roma) e, soprattutto, confermare colui con il quale basterà fare una buona revisione e, chiavi nel cruscotto, ripartire da quel magico 13 giugno.
Giacomo Pettinicchio, infatti, sarà nuovamente alla guida della Fortis, nonostante negli ultimi giorni si erano diffuse voci circa scelte diverse da parte della società, forse soprattutto per una questione di costi, giacché il trainer biancazzurro è stato super corteggiato da società importanti. Ma, alla fine, hanno prevalso il buon senso e l’attaccamento alla maglia ed alla città. Soprattutto Pettinicchio, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato, restando a Trani e forse rinunciando a lusinghe economicamente più vantaggiose, di amare questa piazza come pochi hanno fatto nella storia del calcio tranese. Ricevendo in cambio un affetto smisurato dai tifosi, che difficilmente si sarebbero dati pace se l’allenatore della promozione avesse cambiato lido.
Adesso, dunque, si riparte da un presidente super motivato, un allenatore ed uno staff collaudati, una squadra che a questo punto difficilmente sarà smembrata. Possibili novità fra i centrali difensivi e di centrocampo, in arrivo anche una punta ed almeno un esterno alto. Juniores verso la conferma in blocco, forse anche comprendendo Perina, ma si ricerca un quarto “under” affidabile operché quattro, per regolamento, ne andranno in campo.
Martedì prossimo, in luogo e data da destinarsi, prima presentazione pubblica del “progetto D”. Lunedì sera alle 21, su Video Italia, trasmissione speciale con in studio il presidente Flora, un esponente del comitato Pro Trani, e, in collegamento, fra gli altri, mister Pettinicchio ed il sindaco Tarantini. Nel pubblico, giornalisti e tifosi. Condurranno Salvatore Vernice ed il nostro direttore responsabile Nico Aurora.
(foto Sergio Porcelli)
