Egregio sig. Corrado, seppur commosso per il suo interessamento nei confronti del Servizio Emergenza Urgenza 118, non posso esimermi dal rimostrare alcune perplessità che sinceramente hanno prontamente scalfito la mia commozione. Comincio dall’inizio. Mi stupisce il fatto che lei si accalori in questo modo per la negligenza indiscutibilmente mostrata dall’Asl nel non espletare le gare e nel continuare ad andare illegittimamente di proroga in proroga. (Non) capisco quanto possa influire questa mancanza nel cercare di trovare le soluzioni necessarie a migliorare i servizi a disposizione dei cittadini.
(Non) capisco come mai ne stiamo parlando. Paradossalmente, oltre ad essere il minore dei mali, potrebbe essere un bene. Paradossalmente naturalmente. Infatti le posso garantire, lavorando proprio nel 118, che l’associazione che detiene, di proroga in proroga, dal 2004 l’appalto per la fornitura di ambulanza nonché di personale ausiliario laico al personale sanitario, ha acquisito delle conoscenze professionali ed un’esperienza di altissima qualità. Si immagini, egregio signore, quanto lavoro bisognerebbe fare per raggiungere di nuovo questi livelli. Ma sicuramente le posso garantire, pur (non) capendo perché ce ne stiamo occupando lei ed io, che questo grave problema burocratico delle gare da svolgere non influisce affatto sulla qualità del servizio prestato.
Per quanto riguarda il numero delle postazioni assegnate a Trani, mi stupisce ancor più l’analisi. Lei è un esponente del Pdl, dovrebbe quindi sapere quanti soldi sono a disposizione della sanità e quanti tagli sono stati realizzati, quindi è inutile cadere nella tentazione di fare promesse che poi non si possono mantenere. Già immagino lo slogan patriottico: “Daremo non 2 ma 3 ambulanze a Trani così ne avrà una in più di Andria…”. Pensi che Andria che ha un bacino utenti di gran lunga superiore non riesce ad avere la seconda postazione. È mio dovere spiegarle che per installare una seconda postazione non basta comprare un’ambulanza o chiamare dei volontari laici, ma bisogna assumere cinque medici, cinque infermieri, cinque autisti e formarli per lavorare nell’emergenza.
Devo inoltre spiegarle che in tutti i paesi d’Italia il sistema d’emergenza è organizzato in modo tale che una Centrale Operativa dispone di un numero N non modificabile di ambulanze che invia sul territorio a seconda della tipologia degli interventi. Quindi se l’ambulanza di Trani è impegnata su un intervento arriverà quella di Bisceglie e viceversa. Potrebbe verificarsi il caso in cui a Trani ci siano quattro interventi contemporaneamente (e la cosa accade sovente), certamente non chiederemo al governo i soldi per comprare quattro ambulanze, assumere venti medici, venti infermieri, venti autisti eccetera eccetera. La Centrale Operativa verificherà la disponibilità delle ambulanze dei paesi limitrofi (come accade anche nel nord Italia) e invierà ambulanze da quei paesi in base a dei criteri scientifici (gravità del caso, distanza eccetera eccetera).
Per concludere, egregio signore, vorrei spiegarle un'ultima cosa non meno importante. I volontari sono comunque laici, non sanitari che possono offrire un minimo servizio di ausilio a quello che, come lei dice, “dovrebbe” svolgere il 118, infatti i volontari, con le loro ambulanze agghindate e lucide non possono far altro che prestare il primo soccorso al malcapitato e allertare comunque il sistema Emergenza Urgenza 118 che invierà la propria ambulanza e i propri professionisti, è in pratica “l’ospedale” che va dall’infortunato ed è in grado di curarlo con farmaci e medicamenti direttamente sul posto (dimezzando i tal modo i tempi d’intervento).
E con la speranza che davvero l’intento dei politici tranesi sia di “lavorare tutti assieme per ridare dignità al nostro ospedale e alla nostra città” tutta e non a parti di città, le porgo i miei distinti saluti.
Rino Negrogno Partito dei Comunisti Italiani
