Integrare con la sigla BT tutte le leggi regionali, oltre quelle inerenti stemma, gonfalone e bandiera della Regione Puglia, che recano disposizioni riguardanti, esplicitamente, le province pugliesi. E’ l’obiettivo di Ruggiero Mennea, consigliere regionale del Partito Democratico, che venerdì scorso ha presentato una proposta di legge per la rettifica di sei norme: la L.R. 19 del 9-12-2002 sull’istituzione dell’Autorità di bacino in Puglia, la L.R. 6 del 4-1-2001 sull’individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti di amianto, la L.R. 8 del 8-2-1994 sugli interventi regionali per il coordinamento dei servizi di sviluppo agricolo e sulla connessa attività di ricerca e sperimentazione, la L.R. 2 del 11-1-1983 sulla delega alle province delle funzioni amministrative concernenti il rilascio delle autorizzazioni alla circolazione dei veicoli eccezionali e di quelli non eccezionali che effettuano trasporti eccezionali, la L.R. 34 del 24-11-1982 sui contributi ai fini del miglioramento del patrimonio degli archivi storici degli enti locali e/o di interesse locale e, infine, la L.R. 22 del 17-4-1979 sulle norme in materia di biblioteche ed enti locali e di enti e di istituzioni di interesse locale.
“Oltre all’inserimento della Bat nelle leggi inerenti stemma, gonfalone e bandiera della Regione Puglia, ritengo opportuno che siano integrate tutte le leggi regionali, soprattutto quelle che trattano argomenti concreti per il nostro territorio, onde evitare equivoci ed interpretazioni errate che penalizzino la provincia di Barletta Andria Trani – spiega il consigliere regionale del PD –. Oltre che utile a livello tecnico, inserire la sigla BT laddove sono citate le altre provincie pugliesi, sono fermamente convinto sia un doveroso segnale di attenzione della Regione nei confronti della sesta provincia, l’ultima solo in ordine di nascita ma non certo in una gerarchia di importanza – spiega Mennea –. Questa proposta di legge è il primo passo di una serie di interventi che porrò in essere, finalizzati a colmare il gap che attualmente divide la Bat dalle altre province pugliesi. Penso, per esempio, alla mancanza del provveditorato agli studi, che causa notevoli disagi agli insegnanti e, più in generale, al decentramento di tanti enti che sarebbero utilissimi ai cittadini ma che – conclude il consigliere regionale – nella mia provincia sono inspiegabilmente ancora assenti”.
