I risultati delle analisi biochimiche effettuate dalla Goletta Verde nel mare di Trani si riferiscono ad un prelievo eseguito sul lungomare Chiarelli nel tratto sottostante la Villa Comunale. Le acque risultano fortemente inquinate da Enterococchi intestinali con concentrazioni maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100ml.
Pur nella consapevolezza che tali acque sono condizionate dalla presenza dello sbocco del cosiddetto 'canalone', si evidenzia che la stessa condotta non dovrebbe trasportare acque 'nere' e che quindi, la presenza di batteri di origine fecale è del tutto inspiegabile. E' probabile che la contaminazione batterica si estenda anche nelle aree balneari contermini.
Sono in totale 11 i punti critici rilevati dai biologi dell’imbarcazione ambientalista lungo gli 865 chilometri di costa pugliese. Allerta per le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, per gli scarichi illegali e per i canali a valle di alcuni depuratori. Quattro le foci analizzate dai biologi dell’imbarcazione ambientalista che sono risultate fortemente inquinate, nella fattispecie si tratta delle foci di Candelaro, Fortore, Canale Reale e del torrente che sfocia nel comune di Zapponeta. Gravemente contaminati anche i campioni prelevati nei pressi di altrettanti depuratori, quelli di Fasano, Corsano e Pulsano, e uno scarico a Trani. Inquinati anche il canale dei Samari a Gallipoli, quello dove scarica il depuratore di Ugento, e la spiaggia Pane Pomodoro di Bari.
È questo l’allarme lanciato da Goletta Verde - la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont – a conclusione della tappa pugliese. Le criticità del mare e delle coste della Puglia sono state presentate questa mattina a Bari da Stefano Ciafani, Responsabile scientifico Legambiente, e Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia.
Focalizzate sui punti critici, le analisi dei biologi di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione di sofferenza presso le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, con grave rischio anche per le zone limitrofe, e la presenza di scarichi fognari non a norma. Allarmanti anche i risultati delle analisi effettuate sulle acque prelevate nei pressi degli scarichi di alcuni depuratori, risultate con una concentrazione di inquinamento microbiologico ben oltre i limiti di legge. E questo nonostante dall’estate 2010 l’Italia abbia recepito la normativa europea sulla balneazione, adeguamento che ha consentito criteri e tetti di inquinamento microbiologico più generosi rispetto ai limiti della legge italiana in vigore fino al 2009.
