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Ospedale, che brutta botta

"Offrire un servizio al cittadino più efficiente possibile con le risorse a disposizione". Esordisce così la nota ufficiale dell'Azienda sanitaria locale della Bat nella quale si comunicano le misure "temporanee e straordinarie" adottate per sopperire all'oramai cronica carenza di medici della sesta provincia, destinata ad aggravarsi nel periodo estivo a causa delle ferie dei dipendenti. Il piano, che entrerà in vigore dal 15 di luglio al 15 settembre,  interessa i principali ospedali della provincia e prevede una sorta di mutuo soccorso del personale medico dei reparti di ortopedia che comporterà una sensibile riduzione del servizio. A Barletta saranno tagliati temporaneamente dieci posti letto, mentre i medici di Trani Bisceglie e Canosa dovranno coprire le carenze di Andria mettendo a disposizione i propri dirigenti medici. Ma se negli altri ospedali il servizio, seppur ridotto, sembra destinato a non subire grosse modifiche, il San Nicola Pellegrino appare oggettivamente quello maggiormente penalizzato dal piano di razionalizzazione del servizio.

Sebbene si sia accantonata l'ipotesi di chiusura totale del reparto ortopedia fino al 31 di agosto, il "day surgery" continua a suscitare la perplessità di molti. Si tratterà di fatto di un reparto a mezzo servizio, che lavorerà regolarmente dalle otto del mattino fino alle quattordici, mentre nelle ore rimanenti non sarà possibile effettuare ricoveri o interventi chirurgici. In caso di emergenza i pazienti saranno destinati all'ospedale di Bisceglie, dove già si sta provvedendo al trasferimento dei ricoverati di lungo corso ospitati Trani tra le vibranti proteste degli stessi pazienti e dei familiari.

“In questo modo – spiega Franco Polemio, direttore sanitario dell’Asl Bat – nel pieno rispetto di un’ottica dipartimentale, riusciamo ad assicurare un servizio di qualità in tutti i reparti di Ortopedia. È importante infatti che i servizi possano affrontare tutte le richieste di assistenza espresse dai cittadini. Anche il day surgery a Trani, infatti, ci permetterà di garantire una risposta sanitaria immediata e calibrata sulle singole esigenze. Questo piano – precisa Polemio -  non risponde a nessuna logica di tagli e risparmi. Non c’è infatti alcun riferimento ai tagli annunciati dalla Regione Puglia e chiesti dal Governo. Abbiamo piuttosto dovuto studiare un piano che sarà attivo solo per un periodo limitato, perché siamo chiamati ad affrontare una carenza di medici specialisti ortopedici significativa, nonostante la Asl si sia da tempo attivata attraverso i concorsi, gli avvisi pubblici, le richieste di mobilità, le assunzioni per chiamata diretta.

Un'operazione di mutuo soccorso si è detto, che Polemio giustifica come una logica conseguenza di necessità e carenze endemiche, ma che  non ha evitato il riaccendersi di vecchie e nuove polemiche che ad oggi continuano ad animare il dibattito politico cittadino. A lanciare per primo l'allarme il Sindaco Tarantini che ha ironicamente definito il San Nicola Pellegrino il "Cenerentolo della sanità pugliese", vittima, a suo dire, di una gestione della sanità troppo distante da quelle che sono "le reali esigenze del territorio". Tarantini ha altresì stigmatizzato come "dall'aria manifestamente politica" la scelta di ridurre la funzionalità del reparto di ortopedia di un ospedale che appare sempre più "un vaso di coccio tra vasi di ferro".  A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere provinciale e comunale del Pdl Beppe Corrado che in una nota ha chiesto a tutti i rappresentanti politici locali di unirsi al coro di voci contrarie al piano dell'Azienda sanitaria provinciale, mentre per Nuova Generazione Trani bolla il provvedimento come "incostituzionale".

In area centrosinistra non si nasconde imbarazzo. Il neosegretario del Partito democratico Tommaso Laurora vede con preoccupazione la decisione dell'Asl Bat, ma sottolinea come le strade percorribili siano davvero risicate a causa di situazioni contingenti sfavorevoli: "Non possiamo negare che siamo tra l´incudine dei tagli del governo nazionale ed il martello della politica di risanamento dei bilanci delle Regioni che impongono restrizioni sulla spesa sanitaria anche in Puglia; il timore è che di qui a breve si possa procedere ad accorpare diversi reparti". Nella stessa nota Laurora sottolinea come, alla luce di questi avvenimenti, non sia più prorogabile l'istituzione del polo ospedaliero unico tra Trani e Bisceglie "che ad oggi rappresenta l´unica possibilità di salvaguardare gli interessi di questa parte di territorio della Bat". Sulla stessa linea il gruppo di associazioni cittadine, nello specifico Etica e Politica, Sandro Pertini, Vaso di Pandora e Liberamente Democratici, che in una nota congiunta hanno manifestato la necessità di una più equa razionalizzazione delle risorse.

Il tema è ancora ampiamente dibattutto e anche in questi giorni continua il tam tam di comunicati stampa dei gruppi politici. L'urgenza della situazione ha portato il Presidente del consiglio comunale, Giuseppe Di Marzio, a ventilare l'ipotesi di un consiglio comunale monotematico che induca l'assemblea elettiva a prendere una posizione ferma e congiunta sul caso ortopedia: "Penso di poter parlare a nome dell’intero consiglio comunale – sostiene Di Marzio -, da sempre molto sensibile alle problematiche della sanità. Noi abbiamo già sopportato notevoli sacrifici per tenere aperti reparti con organici veramente deficitarii. Per questo non possiamo accettare che oggi si chiuda un reparto, che sta lavorando in condizioni ottimali, solo per mettere le pezze altrove. Se l’Asl portasse avanti il progetto, il consiglio si fa".

Arcangelo Rociola

 


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