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Replica al veleno di Leonetti: «Polpi e scogli? Si pensi a scongiurare i veleni della cementeria»

Dino Leonetti (medico di famiglia ed oncologo di Barletta) replica al veleno alle parole del sindaco di Trani pronunciate durante il consiglio comunale del 16 giugno e pubblicate oggi dalla Gazzetta. A difesa del protocollo d'intesa firmato con la ditta di Matarrese, Tarantini affermo che nanoparticelle si sviluppano anche da gesti della quottidianità come sbattere un polpo su un scoglio oppure affettare del prosciutto. Oggi la replica di Leonetti, col quale Tarantini ha già avuto un botta e risposta a mezzo stampa, tornato in auge recentemente con la lettera aperta del dott. Laghi. Di seguito il testo della lettera.

"La lettura è un’avventura continua, una scoperta che eccita la fantasia e ingegna la ragione. In città si sta discutendo sui rischi correlati ai fumi cancerogeni emessi dalle ciminiere di una cementeria che verrà costruita sulla strada provinciale tra Andria e Trani e che potrà utilizzare, come permesso dalle norme vigenti, anche combustibili costituiti dalle gomme e dalle plastiche .

Abbiamo letto su La Gazzetta del Mezzogiorno (articolo a firma di Nico Aurora pubblicato in data 19/07/10) una dichiarazione in merito a tale argomento da parte del Sindaco di Trani, dott. Tarantini: “Questa storia delle nano particelle e delle patologie ad esse correlate viene molto sbandierata dagli ambienti politici e poco da quelli scientifici. Su tutta la nano patologia non vi è un solo articolo fra le riviste più qualificate di oncologia e di ematologia. Il motivo? Le particelle non vengono emesse soltanto dai camini delle cementerie, ma dalle marmitte di ogni mezzo di locomozione, dal salumiere quando affetta il nostro prosciutto, dal polpo sbattuto sugli scogli che contengono silicio. Se dobbiamo occuparci di nano particelle, quindi, dovremmo occuparci di tutto e questa cosa mi sembra scientificamente poco seria”.

Molto, molto interessante. Non abbiamo ben compreso il nesso tra la presunta assenza di studi sulle nano particelle in relazione alle fonti di loro produzione. Ad ogni buon conto. Fermo restando che il dottor Tarantini ammette l’esistenza delle nanoparticelle emesse dai camini della cementeria e confermando che ben conosciamo quelle emesse dalle marmitte, la nostra attenzione si è soffermata sulle particelle liberate dall’affettatrice di prosciutti.

Un poco ci abbiamo riflettuto e siamo riusciti a capirci qualcosa. Sugli scogli invece no, lì ci siamo frantumati come polpi confusi. Lo ammettiamo. Le affettatrici hanno le parti a contatto con il prodotto da tagliare costituite in alluminio anodizzato di alta qualità, con regolazione continua dello spessore di taglio (0-24 mm). Diametro lama 330 mm, la lama è in acciaio cromato. Considerando la violenza nel movimento di andirivieni della manus operandi e la resistenza alla lama opposta dal decuius (prosciutto), pur ammettendo altresì uno spasmodico affannarsi del “nostro” salumiere per stressare al massimo il test , non siamo riusciti a quantificare e neppure a documentare la possibile liberazione di particelle di alluminio se non la fragranza del prosciutto che giunge dall’altra parte del bancone. Vieppiù non conosciamo il cancro da alluminio. E neppure da prosciutto cancerogeno. Confermiamo, dunque, al dottor Tarantini la plausibilità di non esistenza di studi scientifici sui testi di ematologia e di oncologia di sua conoscenza che trattino questa genesi nano particellare.

Passiamo al tema nato sullo scoglio. Ebbene lo scoglio non è altro che una roccia e i suoi costituenti sono diversi a seconda della formazione della stessa. Il dottor Tarantini parla di scoglio e di silicio. Lo scoglio perlopiù non contiene silicio. E di ciò non ci doliamo. Ad eccezione che nelle rocce cristalline, appartenenti alla cosiddetta roccia silicea tipica dell’Appenino, il silicio è piuttosto prevalente nella sabbia . Aggiungiamo che il diossido di silicio in forma di sabbia e argilla è un importante ingrediente del cemento e dei mattoni. Ma questo, siamo certi, non interessa il Sindaco di Trani. In ogni caso anche sfracellando il povero Octopus vulgaris (il polpo del “nostro” pescivendolo, del signor Onofrio) sulla superficie dello scoglio, che chiameremo “roccia silicea appenino-tranese”, immaginiamo che non si liberino affatto le famigerate nano particelle e che il rischio delle malattie per fortuna sia scongiurato.

Non siamo l’Himalaya della medicina e neppure la Padania della conoscenza grezza. Ammettiamo la nostra ignoranza, dunque. Vogliamo credere al dottor Tarantini: le marmitte, le affettatrici di prosciutti e gli scogli sbattuti da polpi emettono nano particelle? Diciamo di sì. Lui dice di sì. Chiediamo allora al Primo cittadino: è più facile evitare che un camino di una cementeria sputi veleni come flatulenze emesse da una società ingorda di cibi meteorizzanti bloccandone l’iter di costruzione sul territorio da Lui amministrato op puramente è più facile mettere i tappi a tutte le marmitte dei veicoli circolanti o impedire ai salumieri tranesi di affettare prosciutti (e affini) o ai pescatori di traumatizzare con piglio l’Octopus vulgaris sulle rocce appenniniche?

E poi. Per quanto attiene l’asserzione del Sindaco e cioè che “Su tutta la nano patologia non vi è un solo articolo fra le riviste più qualificate di oncologia e di ematologia” vogliamo sommessamente ricordare gli ultimi dati emersi dalla monografia del progetto nazionale di EPIAIR dal titolo “Air pollution and health: epidemiological surveillance and prevention”, studio degli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico in dieci città italiane nel periodo 2001-2005, studio promosso dal Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, organismo di coordinamento tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e le regioni per le attività di sorveglianza, prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze. Questi dati, pubblicati a Dicembre del 2009, riportano testualmente :“ Si ritiene che le polveri sospese in atmosfera, per le loro caratteristiche fisiche e tossicologiche, siano l’ inquinante più importante dal punto di vista dell’impatto sanitario e biologico. Le polveri sospese consistono di una miscela di particelle, allo stato solido o liquido, di dimensione, origine e composizione variabili. Le polveri ultrafini (diametro inferiore a 0,1 micron) provenienti dai processi di combustione sono oggetto di attenti studi scientifici. Gli effetti acuti del particolato sulla salute consistono nell’aggravamento di reesistenti sintomi respiratori e cardiaci, in un aumento dell’incidenza di infezioni respiratorie acute e di disturbi circolatori e ischemici, nella precipitazione di crisi di asma bronchiale e nell’incremento dei tassi di mortalità generale. Gli effetti di tipo cronico includono l’incremento della prevalenza di disturbi respiratori persistenti (tosse e catarro), la diminuzione della funzionalità polmonare, l’aumento di incidenza della bronchite cronica e del tumore polmonare, la diminuzione della speranza di vita.”


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