Sorrisi e consensi per “Il giullare”, musi lunghi e polemiche per i servizi tagliati. La conclusione del festival nazionale di teatro per disabili, ieri sera, ha mostrato sul palco del centro Jobel due facce della stessa medaglia.
Il festival, vinto dalla compagnia “Din don down” di Bassano del Grappa, con lo spettacolo «M», ha fatto toccare con mano gli enormi progressi che persone con disagi ottengono attraverso il teatro, che a sua volta è il punto d’arrivo di quell’assistenza qualificata che a parole il servizio pubblico giura di sostenere, ma, nei fatti, troppo spesso disconosce.
Ed è proprio quello che è successo al centro Jobel, ai danni dell’associazione “Promozione sociale e solidarietà”. Dallo scorso primo luglio, infatti, oltre dieci persone con problemi di disagio mentale, fino a quella data regolarmente assistite in via Di Vittorio dalle 8.30 alle 18.30, sono costrette a restare in casa pesando non poco sulla serenità ed i bilanci delle loro famiglie, che spesso non hanno neanche i mezzi oggettivi per prendersi cura di loro. Infatti, il dipartimento di salute mentale dell’Asl Bat ha deciso di sospendere l’erogazione del finanziamento annuale in previsione di una diversa ed attualmente non meglio precisata articolazione del servizio. E così, ieri sera, nel pieno della serata finale, è arrivata la denuncia di Don Mimmo De Toma, presidente dell’associazione “Promozione sociale e solidarietà”: «Noi rendevamo un servizio di qualità fatto con passione e competenza. Oggi, senza quei fondi, tutto questo viene meno. Le motivazioni finora addotte dall’Asl ci sono apparse assolutamente infondate. In attesa di modalità più precise, da concordare anche con il Comune, si sarebbe potuto continuare, perché in ogni caso al dipartimento di salute mentale abbiamo dato molto più di quello che abbiamo ricevuto, ed oggi credo che il servizio pubblico debba riconoscerci quello che abbiamo fatto».
