Aprire un caffè per autofinanziare le attività dell' Oasi2. È questa la soluzione pensata dai ragazzi della comunità fondata da Felice Di Lernia per aggirare l'oramai cronica carenza di fondi, provenienti (o meglio, non provenieti) da qualunque latitudine politica. Un pensiero concretizzatosi ieri sera quando, alla presenza dell'assessore regionale alle politiche giovanili Nicola Fratoianni, il bar dell'Oasi ha dato il via alla propria attività. Caffè Lab è il nome scelto, ubicato in corso Cavour all'altezza dell'ex Caboh.
La presenza del braccio destro di Nichi Vendola non è casuale. All'Oasi2 infatti non si ha intenzione di aprire un'attività commerciale qualsiasi. Gli utili verranno interamente utilizzati per finanziare i progetti che da oltre vent'anni affrontano problematiche sempre attuali come quella dell'immigrazione, dell'inserimento sociale delle comunità straniere, delle dipendenze patologiche nonchè di semplice aiuto a famiglie che ne necessitano. Per la gestione del bar saranno stabilite delle linee di guida che non collidano con i principi etici che contraddistinguono le attività della comunità.
Dunque una finalità anche pubblica, politica in senso più nobile del termine, qualcosa a cui può tendere anche un'attività commerciale come quella messa in piedi dall'Oasi2. "E' la nostra risposta allo smantellamento del wellfare – spiega Di Lernia. Cercheremo di caratterizzare questo caffè in maniera tale da poter offrire un servizio diverso, affinchè possa indossare la duplice veste di luogo ricreativo ma anche di contenitore culturale". (a.r.)
