C’è aria di festa da una parte e già tanta concentrazione dall’altra. Sta per partire un nuovo, durissimo campionato, una serie D da affrontare con l’umiltà della matricola e la personalità della squadra di categoria. La Fortis vuole interpretare entrambi i ruoli e mettere subito in cascina punti pesanti per giungere all’8 maggio con il migliore traguardo possibile, evitando la palude di zona retrocessione e playout e cercando di occupare una posizione almeno dignitosa. In C ci andrà soltanto la prima, non ci saranno playoff, ma non ci sarà da annoiarsi.
Il presidente Flora (in prima foto con mister Pettinicchio) si dice «contento del girone, soddisfatto della squadra, deluso per gli abbonamenti. Finora – ammette con amarezza – la campagna è stata un flop. Spero siano state le ferie e che con l’arrivo del campionato ci si dia da fare. Poi ha pubblicamente rimproverato i tifosi che hanno fischiato il sindaco, Pinuccio Tarantini: «Questa è una serata di festa in cui non posso accettare i fischi, soprattutto se rivolti agli amici che tanto hanno aiutato questa squadra». Tarantini, peraltro, sul palco non ha fatto una piega: «Da sindaco sono orgoglioso di questa squadra e della sua tifoseria. Sarà bella questa serie D, ovviamente se faremo girare il nome della città nel modo più corretto possibile, come è storicamente nel Dna dei tranesi».
Ovazione per mister Pettinicchio, il più amato dalla piazza, che però frena i facili entusiasmi: «La squadra è valida, ma il campionato è nuovo e ci sarà da soffrire. Oltre tutto, in questo momento ci mancano ancora giocatori importanti e vedremo se sarà anche il caso di puntellare la rosa adesso o in seconda battuta. Abbiamo perso un po’ troppo tempo con tanti giovani che sono venuti a provare, adesso ci stiamo assestando ma non siamo ancora completi. Il modulo? Con la squadra migliore preferirò il 4-4-2, ma mi piacerebbe avere anche due ali alte a sostegno della punta centrale. Vedremo».
Sul palco anche Alessandro Di Ronzo (seconda foto), fresco della civica benemerenza ed in odore di una terza operazione all’occhio ferito a Molfetta: «Mi fa rabbia l’omertà di chi ha visto e taciuto quel giorno così sfortunato per me, avverto un senso di ingiustizia ma guardo avanti con fiducia alla mia situazione clinica ed a questo sport che amo tanto, nonostante io pratichi il rugby. Ma il calore della gente, degli amici ed il gesto dell’amministrazione mi hanno ripagato di tante amarezze».
E poi la sfilata dei giocatori, con climax di preferenze per capitan Sabini (tuttora fermo ai box per un problema al ginocchio di poco conto) e l’atteso bomber Diego Albano.
Piazza Teatro gremita di pubblico, tutta la prima parte costituita dalla tifoseria organizzata, che non ha risparmiato cori (anche contro alcune squadre sportivamente da sempre “nemiche”) e fumogeni. Ad accenderne l’entusiasmo, proprio l’annuncio boom di Flora: «Vorrei arrivare a giocare un derby con l’Andria. E vincerlo». Davvero non male per caricare l’ambiente, se mai ve ne fosse stato bisogno.
