«Con i fischi non c’entriamo nulla. Chi ha contestato il sindaco non faceva parte della tifoseria organizzata». Stamani la redazione di Radio Bombo ha ricevuto più di una telefonata da parte di tifosi che hanno preso decisamente le distanze dai fischi al primo cittadino.
Nessuno di loro nega che vi siano stati, ma tutti giurano che gli autori delle manifestazioni di dissenso erano degli infiltrati, sportivamente parlando. «Qualcuno che con il calcio non c’entra nulla ha approfittato della situazione per fare politica – ci dice uno degli ultras che ci hanno chiamato -, ma i veri tifosi del Trani sono grati al sindaco perché è un dato di fatto che stato soprattutto grazie a lui se Flora non ha lasciato la città ed il calcio tranese».
Invece, ieri sera, la vera contestazione è stata quella di un gruppo di tifosi organizzati prima contro il ministro Maroni (per via della tanto criticata tessera del tifoso), poi contro la scelta della Fortis di giocare contro il Val di Sangro sabato e non domenica, quasi spaventandosi per il possibile mancato incasso per la concomitanza con Bari-Juventus. «Non dobbiamo più curarci di queste partite – ci dice sempre lo stesso tifoso -, ma occorre invece difendere il diritto di andare a vedere la nostra squadra del cuore la domenica. Il sabato tanti di noi lavorano ed a Corato non potranno proprio andarci. La società stia tranquilla: se si fosse giocato di domenica non sarebbe mancato nessuno. Amiamo il Trani, non il Bari e neanche la Juventus».
