Apprendo ancora una volta con sconcerto la notizia di un imminente trasferimento del manager dell’Unità territoriale dell’Acquedotto pugliese di Trani, con l'accorpamento della stessa all’Unità territoriale di Bari.
Sulla notizia nutro forti perplessità, poiché in una struttura di un ente strategico quale, appunto, l’Acquedotto pugliese, generalmente al trasferimento di un capo di compartimento corrisponde un graduale smantellamento della stessa struttura.
Infatti, è difficile immaginare la sussistenza di un compartimento senza un manager a capo dello stesso.
Per questo, Vi chiedo se sia in atto una disattivazione del sistema dell’Acquedotto pugliese nella Bat, avendo già sentito il presidente della Provincia, Francesco Ventola, che si è dichiarato disponibile a attivarsi immediatamente, avendo già fissato per il giorno 13 settembre prossimo un incontro presso la sede della Provincia cui parteciperanno, fra gli altri, i sindaci dei tre capoluoghi ed i vertici dell’Aqp.
Inoltre, ci approntiamo a mettere in atto contromisure a carattere istituzionale, per evitare un progressivo smantellamento dai nostri territori dell’organizzazione periferica di enti di vitale importanza,, quali appunto l’Acquedotto pugliese, nonché in osservanza dei principi del Ddl n. 8 dell’11 maggio 2010, già approvato dalla giunta della Regione Puglia.
Pertanto, colgo l’occasione per sollecitare con urgenza l’approvazione del Ddl n. 8 dell’11 maggio 2010, da parte del Consiglio regionale, onde evitare definitivamente per il futuro tali inopportuni disegni aziendali, sgraditi alla intera collettività della Bat.
Lo scrivente, chiedendo rassicurazioni in merito, auspica un decisivo intervento risolutivo al vice presidente vicario dell'Ambito territoriale ottimale (Ato), Michele Emiliano, affinché si ordini all’Amministratore unico dell'Acquedotto pugliese di porre fine definitivamente al progetto del lento smantellamento della capillare presenza dell’Acquedotto pugliese su tutto il territorio servito della Regione Puglia, in attesa e/o in osservanza dei principi del Ddl n. 8 dell’11 maggio 2010dell’11/05/2010.
Peraltro, ci erano già giunte notizie di un possibile riassetto in seno all’Acquedotto pugliese, attraverso l’eliminazione dell'Unità territoriale della provincia Bat, con sede a Trani, ed il relativo trasferimento delle competenze e di circa dieci-dodici unità lavorative all’Ufficio territoriale di Bari.
Se tale eventualità dovesse trovare conferma, sarebbe in evidente contrasto con le intese precedentemente intercorse con tutti i Comuni della Bat interessati, ma anche in controsenso con il lavoro fin qui svolto ai fini del riconoscimento di un territorio che vuole qualificarsi sempre di più anche attraverso i servizi offerti all'utenza.
Peraltro, la politica aziendale dell’Aqp è in netta discordia con quanto disciplinato dal Piano d'ambito 2010-2018, in cui non si prevede alcuna modifica del numero delle Unità territoriali dell'Aqp, che individua sei Unità territoriali distinte e separate (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Trani ) e non quattro come da progetto organizzativo dell’Aqp.
Non va sottaciuto che tutti i dieci comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani hanno espresso un fortissimo “no” a tale ipotesi di accorpamento all’Unità territoriale dell’Aqp di Bari, che ridurrebbe la presenza dell'Aqp nel territorio provinciale della Bat ad una mera rappresentanza fortemente depotenziata, perche sarebbe privata sia di personale che di autonomia decisionale».
Il presidente del consiglio comunale di Trani
Dott. Giuseppe Di Marzio
