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Aqp Trani, lettera aperta dei dipendenti a Vendola: «Blocchi questo progetto scellerato»

Ill.mo Sig. Presidente,

è per l’amore e per il senso di responsabilità che abbiamo verso l’Acquedotto Pugliese e verso il nostro territorio che ci permettiamo di richiamare la Sua attenzione sul progetto riorganizzativo, definito di “ottimizzazione”, che i vertici di Acquedotto Pugliese stanno tentando di imporre.

Le avranno detto che, in fondo, si tratta di una scelta di natura tecnica, prerogativa dell’azienda, su cui la proprietà non ha competenze dirette.

Noi invece Le diciamo, ribadendo quanto già riportato nei documenti approvati dalle assemblee dei lavoratori tenutesi a Brindisi ed a Trani rispettivamente il 3 e 30 Agosto c.a., che si tratta di un piano riorganizzativo a forte carattere politico per l’impatto che ha sul territorio e sulla qualità del servizio. Si sta tentando di sopprimere un modello di presenza di AQP sui territori della provincia di Brindisi e della BAT che in questi ultimi anni ha risposto in modo ottimale ai criteri di efficienza, efficacia ed economicità in favore di un nuovo modello che persegue la logica del depotenziamento. Le Unità Territoriali di Brindisi e della BAT, private delle figure manageriali, dei capi area, di alcune aree organizzative e del relativo personale, saranno declassate a semplici presidi operativi, in contrasto con il Piano d’Ambito 2010-2018, approvato dall’ATO, che ha previsto per ogni Provincia una Unità Territoriale, potenziata e dotata di forte autonomia decisionale.

Le avranno promesso che questo progetto riorganizzativo porterà benefici in termini di riduzioni dei costi.

Noi invece Le diciamo che non è stata fornita alcuna valutazione che abbia dimostrato, dati alla mano, le significative riduzioni dei costi, i sensibili miglioramenti della qualità del servizio, le positive ricadute sul territorio e sul personale che il nuovo modello porterà. Sulla base della nostra esperienza Le possiamo preannunciare che il depotenziamento delle Unità Territoriali di Brindisi e della BAT in termini di personale e potere decisionale comporterà una inevitabile diminuzione degli investimenti, una riduzione del numero ed un peggioramento della qualità dei controlli igienico-sanitari ed un netto peggioramento delle sinergie tra le varie aree operative che consentono all’azienda di rispondere con efficacia alle numerose esigenze del territorio provinciale.

Le avranno garantito che questo progetto riorganizzativo sarebbe stato sviluppato con il contributo dei lavoratori ed avrebbe trovato la condivisione dei sindacati.

Noi invece Le diciamo che, a dimostrazione del carattere verticistico di questa pseudo-ottimizzazione, non sono state richieste e ascoltate le osservazioni e le indicazioni di coloro che operano concretamente sul territorio e sono gli unici depositari di tutto quel patrimonio di conoscenze, competenze ed esperienze necessario all’erogazione di un Servizio Idrico Integrato di qualità; i sindacati, da parte loro, si sono sempre mostrati contrari a questo progetto di cui non è mai stata dimostrata la necessità e la convenienza.

Presidente, aveva fatto breccia nei nostri cuori e nelle nostre menti la Sua proposta, in campagna elettorale, di introdurre un modo di concepire il governo dell’acqua completamente diverso dal precedente: non una rigida separazione tra azienda e cittadini, amministratori ed amministrati, ma una collaborazione verso il medesimo obiettivo ovvero il progressivo miglioramento del Servizio Idrico Integrato unitamente ad una completa attuazione di quanto sancito dalla Costituzione all’art. 118 in cui si parla del principio di sussidiarietà. Ci aveva anche parlato di una nuova etica sociale per cui il Servizio Idrico Integrato sarebbe stato erogato sulla base di principi e regole che garantissero la trasparenza e la partecipazione delle realtà territoriali mediante le rappresentanze dei lavoratori, delle associazioni ambientaliste, dei consumatori, dei sindacati e dei rappresentanti dei comuni e dei comitati dei cittadini relativamente alle decisioni inerenti gli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione.

A tutte queste categorie, unitamente ai parlamentari, ai presidenti delle province, ai consiglieri regionali, ai sindaci, alle giunte ed ai consigli comunali, ai sindacati, al comitato Acqua bene comune, alle associazioni di consumatori, alla Confindustria, che Le hanno espresso il proprio forte dissenso rispetto al cosiddetto “progetto di ottimizzazione”, sta riservando un silenzio che, temiamo, non sia casuale ma sia la manifestazione dell’illusione che i risultati ottenuti da Acquedotto Pugliese siano esclusivo merito di uno o di pochi dirigenti, degni per questo di essere i Suoi unici interlocutori in materia.

E’ invece anche grazie all’insostituibile contributo dei lavoratori e dei professionisti che operano in AQP e hanno voglia di vivere da protagonisti nella realtà nella quale sono inseriti cercando di cambiarla e migliorarla, che scaturiscono idee, progetti, opere destinate a far crescere l’azienda e la comunità regionale.

Abbiamo forse un solo modo per scongiurare quanto irresponsabilmente si sta tentando di fare: che Lei, Sig. Presidente, ascolti, rifletta e si esprima su tutto quello che abbiamo cercato di dirLe.

Nel frattempo Le chiediamo di bloccare qualunque provvedimento aziendale che possa rendere operativo il progetto riorganizzativo, in attesa che anche l’esecutivo dell’ATO esprima il proprio parere in merito.

RinnovandoLe la nostra stima, la salutiamo.

 

I lavoratori di Acquedotto Pugliese

 delle Unità Territoriali di Brindisi e Trani


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