Il caso di malasanità sarebbe accaduto presso l'ospedale "San Paolo" di Bari ma la storia coinvolge direttamente anche quello di Trani, dove i medici del San Nicola Pellegrino diagnosticarono ad una paziente di trentacinque anni una leucemia fulminante curata in malo modo. La donna sarebbe morta di lì a poco, era il febbraio del 2009. Il medico del San Paolo che ebbe in cura la paziente, il cinquantacinquenne Savino Maroccoli, sarà processato per omicidio colposo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Bari, Chiara Civitano. La prima udienza è stata fissata il 14 ottobre.
Il professionista è stato ammesso a giudizio immediato su richiesta del pm Manfredi Dini Ciacci, dopo la denuncia del marito della donna. Secondo la consulenza tecnica disposta dalla procura, in caso di diagnosi tempestiva, la donna avrebbe potuto vivere almeno altri cinque anni. Nel dicembre del 2008 si procurò un taglio al labbro mentre giocava con i suoi tre bambini.
Dopo due giorni la piccola ferita non si era ancora rimargin ata e la donna di 35 anni continuava a perdere sangue. Decise di rivolgersi al suo medico di base che le prescrisse una pomata cicatrizzante. Cinque giorni più tardi, mentre dal labbro usciva ancora sangue, le condizioni di salute di Maria peggiorarono: la febbre era altissima e accusava dolori addominali.
A quel punto la donna tornò nuovamente dal suo medico, che le consigliò la somministrazione di antibiotici per influenza. Dopo qualche giorno i familiari accompagnarono la giovane donna all’ospedale San Paolo, dove fu operata per un’emorragia interna. Trasferita nell’ospedale di Trani (Bari), le fu finalmente diagnosticata la leucemia fulminante giunta ormai ad uno stadio talmente avanzato che non c’era più nulla da fare.
