Piazza re Manfredi, ci si affaccia da piazza Duomo e si odono già da lì le voci di Silvia Avallone e Antonella Gaeta, protagoniste del primo “dialogo” dell’edizione 2010 de “I dialoghi di Trani”.
La diffusione acustica degli incontri sulla piazza antistante il castello è una piccola, grande intuizione degli organizzatori, che danno così un segnale all’esterno di quella gran vitalità che si nota all’interno: castello gremito, nessun posto libero nel cortile centrale, tantissime sedie occupate anche nella sala Federico II, dove si può soltanto sentire e non vedere.
Ci sono tantissime scuole, soprattutto superiore, ed ancora tanti giovani molti dei quali provenienti da fuori Trani. Dopo Elton John, una bella rinfrescata di gioventù e “passioni”, proprio come il tema scelto per questa nona edizione della manifestazione.
Ad inaugurarla, poco prima, erano stati l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, il vice presidente della Provincia, Nicola Giorgino, il sindaco, Pinuccio Tarantini, l’assessore comunale alla cultura, Andrea Lovato, il preside della facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università di Bari. Con loro, le “padrone di casa”, la direttrice del castello, Margherita Pasquale ed il presidente de “La Maria del porto”, Lucia Perrone Capano. Stretta per l’occasione una partnership con la Bnl per l’edizione 2010 di Telethon, motivo per cui era presente un rappresentante dell’istituto bancario, il dottor Lionetti.
Unanime la considerazione di rivedere Trani più che mai affermata come centro d’irradiazione culturale nella nuova provincia, nonostante la manifestazione costi sempre più ed i finanziamenti si riducano, problema sollevato dalla presidente Perrone Capano anche alla luce del momentaneo blocco dei contributi regionali per il rispetto del patto di stabilità.
Ma resta la gran soddisfazione per il gran successo di pubblico e la volontà di riaccendere le “passioni” della gente, dalle parole alle pulsioni.
E la testimonianza portata da Antonella De Benedittis, della comunità Oasi 2, ha rafforzato il senso di quali siano le passioni vitali e quali quelle devianti. La loro esperienza con le migranti, con le donne che sognano un lavoro, un futuro, e si ritrovano schiave del sesso, è basata soprattutto sul loro recupero psicologico, sul restituire loro la passione di… vivere.
