Gli ultras che non ti aspetti. La tifoseria organizzata si rivela capace di non soltanto di gridare allo stadio, ma destare le coscienze di una Trani che sonnecchia. E piazza striscioni ai principali crocevia della città per richiamare la gente a quello che non sarà certo un dovere, ma un impegno morale per chi dice, almeno a prole, di essere tifoso del Trani. «Trani svegliati e sostieni la Fortis», è il testo dello striscione apparso all’incrocio di via Tasselgardo con via Moro. In piazza della Repubblica ne campeggia un altro dal non meno evidente significato: «5000 a festeggiare, i soliti a lottare».
Due autentici cartellini gialli alla città borghese e dormiente firmati “Gba” e che prendono spunto, neanche a farlo apposta, dalle osservazioni di Radiobombo all’indomani della sconfitta con il Gaeta: «Come mai lo stadio vuoto? Dov’era Trani? Dove sono finiti i 5000 spettatori dello storico Trani-Noto del 13 giugno?ۚ». Interrogativi inquietanti che hanno scatenato un acceso dibattito su questo sito e trovato la tifoseria organizzata decisa a tirare le orecchie alla città apatica, la stessa città che ha anche colpevolmente snobbato lo stupendo “Memorial Cezza” di basket, che ha salvato la faccia delle presenze solo grazie al massiccio afflusso di tifosi brindisini.
Adesso, a prescindere del costo del biglietto, motivo di attacchi alla società da parte di molti di quelli che allo stadio non ci sono andati, si attende la controprova di domani. I tifosi hanno fatto il loro, la città e chiamata a rispondere.
