Gli oneri di urbanizzazione rappresentano il “prezzo “ pagato dai privati per la modifica del territorio e consentono la realizzazione appunto di urbanizzazioni(primarie e secondarie) che garantiscono la vivibilità dell’area in cui si interviene (a tal proposito ricordiamo agli uffici competenti, ove non vi avessero provveduto, che questi oneri devono essere aggiornati ogni 5 anni ex legge 537/93).
In questi giorni sono stati portati all’attenzione della competente commissione consiliare diverse proposte di Piani urbanistici esecutivi (cinque per l’esattezza) di cui tre ricadenti sui versanti del cavalcaferrovia di via Istria, sia dalla parte di via Istria stessa che dalla parte di via delle Forze armate in prossimità dello svincolo della 16 bis.
Questi Pue hanno una particolarità: tutti quanti prospettano come urbanizzazione secondaria il verde attrezzato che è solo una delle ipotesi di servizio da introdurre nei Pue. Infatti, come urbanizzazione secondaria si possono anche realizzare asili nido, scuole, chiese, impianti sportivi ed altro. Se tutti presentano proposta di verde attrezzato, gli altri servizi chi mai li realizzerà?
Al momento dell’approvazione del Pug si era detto che lo stesso rappresentava un’occasione di sviluppo del territorio da realizzare proprio attraverso i Pue. Allora la si colga l’occasione e che tale occasione non sia solo la possibilità di conseguire margini di utile da parte delle imprese costruttrici: l’intera città deve trarne beneficio e, a seconda dei Pue presentati, i singoli quartieri.
Ad esempio viene subito in mente per i Pue in esame la possibilità di realizzare opere strutturali importanti per il quartiere Stadio. Come? Presto detto. Proposta: visto che sono stati presentati tre Pue nella stessa zona si potrebbe optare per la realizzazione di urbanizzazioni importanti cui far partecipare i singoli privati con la presentazione dei loro Pue; ad esempio molti edifici in quella zona sono praticamente isolati per la mancanza di collegamenti tra le aree divise proprio dal cavalcaferrovia e quindi l’ipotesi di sottopassi pedonali od addirittura carrabili sarebbe la soluzione per atavici problemi.
I soggetti attuatori di Pue versano gli oneri vincolandoli (nel bilancio) alla realizzazione di strutture ed infrastrutture che rendano collegate realmente le zone del quartiere. Lo stesso dirigente dell’Ufficio tecnico, interpellato durante i lavori della commissione consiliare, è parso possibilista e questo lo si può fare per ovviare alla cronica carenza di un Piano dei servizi, più volte lamentato. Questa è la proposta che chiediamo venga discussa con l’ausilio di studi di fattibilità sulle opere richieste a beneficio della collettività.
Fabrizio Ferrante - Componente commissione consiliare urbanistica Comune di Trani
