Non sono state di certo le migliori condizioni possibili, quelle odierne che ci hanno visti a Roma impegnati in delegazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ad affrontare la spinosa questione della vertenza Franzoni filati, consapevoli come eravamo che nel mentre a Trani, 7 operai di quella fabbrica, erano saliti a prima mattina sul campanile della Chiesa di San Giuseppe, ove pare intendano ricevere notizie circa l'esito dell'incontro appena ultimato, sotto la guida della dottoressa Gatta e del Direttore Generale dott. Castano.
Si sono avvertiti tutti i sintomi dolorosi e profondi di una difficile trattativa protrattasi oltre misura, che ha rischiato poi di rompersi quando i Ministeriali hanno riferito che le pretese dell'Azienda, di non restituire allo Stato €. 1.800.000 di fondi assegnati con i benefici di cui alla Legge 488 sono fondate sul nulla, in quanto già nel 2004 Franzoni filati dichiarò la fine del progetto di investimento e nel 2007 attestó persino la cessazione dell'attività dell'opificio tranese.
Quando al consulente dell'Azienda dott. Carrara le organizzazioni sindacali di categoria presenti al tavolo delle, hanno chiesto di procrastinare la CIGS in deroga sino al 31/12/2010, lo stesso ha lamentato i costi che l'azienda si ritroverebbe a sopportare ed il fatto che l'INPS, in un recente orientamento applicativo in materia, ha accollato il rateo di TFR al datore di lavoro.
Per oggi c'è stato un nulla di fatto ma la seduta è stata aggiornata alle ore 17 di venerdí 5/11 per ricercarne una via d'uscita. La soluzione auspicata è quella di traghettare i lavoratori, attraverso la proroga di 2 mesi della CIGS, verso i nuovi ammortizzatori sociali agganciati all'Accordo di Programma esteso dalla Regione, per il settore TAC, dal Salento alle aziende ricadenti nei Comuni del PIT 2 che ricomprendono Trani.
Si avverte purtroppo il venir meno di coesione sociale di cui invece c'è tanto bisogno in questo momento, manca lo sforzo reciproco di farsi carico delle ragioni della controparte.
Spero che non siano gli operai Franzoni a pagare per effetti deleteri determinatisi a suo tempo a seguito dell'acquisto improduttivo della vasta area circostante lo stabilimento tranese, che speriamo invece venga un giorno reindustrializzata.
Pompeo Camero – Assessore provinciale formazione professionale
