Così Pinuccio Tarantini ieri a Bombosport sulla crisi del Trani calcio. L'intervista audio è disponibile in home page
Sindaco, lei adesso è il presidente della Fortis. Flora gliel’ha consegnata.
Consegnare la squadra al sindaco è sempre una metafora. Si dice sempre così, ma la realtà è un’altra. Io penso che Flora abbia avuto il merito di avere riportato Trani in un campionato prestigioso, ma da Flora non ci si doveva aspettare ulteriori imprese ed investimenti. È vero che è un appassionato di calcio, ma non è di Trani e la sua storia sportiva e le sue prospettive ci dicono che il calcio lo fa anche altrove. L’elemento affettivo riguarda noi tranesi, però, se guardiamo la realtà dei fatti, finora abbiamo avuto scarso interesse degli imprenditori al calcio e di questi uno solo, Nicola Veronico, è tranese. E poi, visto lo scarsissimo numeri di presenze allo stadio, la mia domanda è se alla cittadinanza interessi ancora avere una squadra di calcio di Trani. Ammiro i ragazzi che vanno sempre in trasferta e gli altri fedelissimi dello stadio, ma per il resto allo stadio la città è assente. E se lo scenario è questo, non possiamo accusare gli imprenditori di essere poco sensibili se, poi, nessuno di noi lo è.
Però cosa pensa di fare da qui al 2 dicembre?
Tutto il possibile compatibilmente con quello che un sindaco può fare. Ma io da solo non posso fare nulla: serve fare fronte comune ed invece noto che il disinteresse continua.
Ma il sindaco non deve almeno evitare la cancellazione della squadra dal calcio? La squadra è patrimonio della città e Lei è il primo cittadino. Chiederà al presidente Flora di rimandare i tempi delle sue richieste economiche e permettere al Trani di finire il campionato?
Ci proverò, anche se penso che quella scadenza così perentoria non sia. Ma il problema resta: finiamo il campionato, e poi?
