Martedì sera il Consiglio comunale ha approvato la costruzione di un edificio in via Pozzopiano, «una strada larga, in cambio di un “campanile” - denunciano i Verdi di Trani - ecco quello che prevede il Piano urbanistico esecutivo a ridosso del famoso ponticello di Pozzopiano, tra via Gramsci e via De Nicola».
L’intervento edilizio approvato prevede la costruzione di un palazzo alto 32 metri, escluso il piano attico. La costruzione di questo edificio, svettante di molti metri su tutti i prospicenti palazzi, è stata salutata con entusiasmo poiché andrà finalmente a risolvere il problema della viabilità di quel tratto pericolosissimo di strada. Ma non sono tutte rose, secondo i Verdi.
«In realtà – spiega il capogruppo Michele di Gregorio - noi riteniamo innanzitutto che il problema della viabilità avrebbe potuto ben risolversi tanti anni addietro con un piccolo esproprio di una piccola porzione di suolo, che avrebbe consentito l’allargamento della strada resa oggi ancor più pericolosa dal doppio senso di marcia per gli autoveicoli. Tuttavia ciò non è accaduto e, invece, qualcuno ha preferito che per anni quel passaggio restasse una sorta di roulette russa per i cittadini che, tra l’altro, quando piove, attraversano la stessa con le canoe. Ora certo la costruzione della torre risolverà il problema, ma chissà a quale prezzo in termini di qualità della vita dei cittadini ivi residenti». «Chissà – aggiunge il consigliere Francesco Laurora – se sarà una bella vista lo storico giardino Telesio, ricco di piante secolari e acquisito al patrimonio comunale per essere reso fruibile, incastonato tra svettanti palazzi. Eppure era stato promesso che il modo di fare edilizia in questa città sarebbe cambiato in meglio. Non possiamo assolutamente condividere tali interventi che, dietro un alibi di benessere, nascondono invece, a nostro parere, veri obbrobri».
Per questo i Verdi chiedono che sia rivista in sede di Consiglio comunale la regolamentazione tecnica che non pone limiti di altezza ai fabbricati. «Noi proponiamo – concludono – invece non poniamo alcun limite alla migliore qualità della vita dei cittadini».
