La società di costruzioni “Graziano”, proprietaria del capannone di via Papa Giovanni XXIII che pareva in predicato di diventare la nuova sede di Amet Spa, ha citato l’ex municipalizzata richiedendo l’acquisizione dell’immobile da parte dell’ente di piazza Plebiscito con la procedura dell’esecuzione in forma specifica. La notizia ha trovato conferma presso il presidente del Cda di Amet, Ninni De Toma, che però sull’argomento ha rilasciato un secco “no comment”.
Lo scorso 26 agosto proprio il nuovo Cda di Amet aveva chiuso il procedimento di trasferimento dell’azienda ad altra sede: nessuna società di leasing, infatti, aveva risposto al bando e, allora, l’immobile di via Papa Giovanni XXIII destinato ad ospitare l’ex municipalizzata, che sarebbe stato acquistato al prezzo di 8,8 milioni di euro, sarebbe rimasto invenduto.
La società proprietaria dell’immobile si ritiene evidentemente danneggiata per la presunta retromarcia di Amet, l’azienda di proprietà comunale a sua volta tenderebbe a dimostrare che nessun tipo di contratto e/o accordo formale sarebbe mai intervenuto con l’impresa Graziano e, quindi, non si sarebbe in presenza di una gara esperita.
Peraltro, la scelta di Amet si sarebbe poi orientata verso il recupero dell’ex mercato ortofrutticolo di via Andria, che sarà riqualificato per farne la nuova sede aziendale con una spesa prevista intorno a 1 milione e 200mila euro.
