Salve, sono il cartellone pubblicitario che fino a questa mattina faceva compagnia ai ragazzi della scuola media «Giustina Rocca». Quanta ombra ho dato loro, sostituendomi agli alberi. Ma gli alberi li ha fatti la natura e, dopo che qualcuno li ha piantati, è giusto che rimangano lì. Io, invece, come è giusto, «migro».
Quando mi diedero quelle due belle gambe di ferro mi sentivo forte. Mi pareva di dare sicurezza ai ragazzi e dominare il mondo. Forse ho dominato anche le decisioni di chi ha voluto invertire il senso di marcia del lungomare Cristoforo Colombo, perché così tutti, ma proprio tutti, mi vedessero.
Mi hanno abbigliato con tanti bei vestiti di carta, delle migliori griffe. L’ultima, però, mi ha fatto capire che, ormai, era arrivato il mio tempo: adesso «migro».
Ora vi parlo da un vecchio deposito di via Andria. Qui non mi vede più nessuno, anzi mi sorvegliano alcuni baldi giovani. Però mi dicono che non li vedrò quasi mai, perché stanno lavorando per farmi sentire meno solo. Infatti, già oggi ho trovato fratelli ed amici. Siamo in tanti e ho saputo che, presto, saremo ancora di più: che bello. Oggi ho imparato che, se io «migro», Trani vive meglio. Ed anche io.
