È di alcuni giorni fa l’incontro tenutosi al comune di Trani con gli assessori ai lavori pubblici, Di Savino, alla polizia locale, Paolillo, il consigliere provinciale Corrado ed una rappresentanza del comitato di quartiere “Stadio” avente per oggetto: “Problematiche relative alla realizzazione del sottopasso pedonale e veicolare del passaggio a livello di via Sant’Annibale Maria Di Francia”.
Più in particolare, si è parlato del vincolo gravante sul muro di cinta della “Villa Bini-Lapietra”e relativa macchia arborea.
Ci informano che una delegazione composta da sindaco, assessore ai lavori pubblici, dirigente Utc, responsabile del progetto di spostamento dei sottoservizi, dirigente della ferrovie, responsabile della esecuzione del passaggio a livello, ha incontrato a Bari il responsabile della Soprintendenza, al quale sono state rappresentate una serie di considerazioni relative alla necessità strategica per la città di realizzare il sottopasso. Ribadendo la disponibilità a smontare e rimontare il “muro”, pur di rimuovere questa condizione di stallo.
Il Sovrintendente, nel prenderne atto, ha informato la delegazione che la richiesta di rimodulazione del vincolo è già stata trasmessa agli enti preposti, regionale e ministeriale, e che i tempi di attesa “sappiamo non essere brevi”.
Dopo aver tanto ascoltato, ricordiamo :
- a seguito di interpellanza parlamentare, il Ministro dei trasporti ci comunicava che l’inizio dei lavori del sottopasso sarebbe avvenuto nel primo semestre del 2009;
- a febbraio 2009, in una conferenza di servizio, si scopre che esiste un vincolo sul muro e sulla macchia arborea.
Da quel febbraio 2009 sono passati due anni, e nulla è cambiato.
Intanto i residenti del quartiere continuano a subire vessazioni e a correre rischi (ormai noti a governo cittadino, Soprintendenza, e Ferrovie), come:
- generali difficoltà del flusso osmotico, che vanno dal ragazzino alla mamma con passeggino, all’anziano;
- l’incolumità del cittadino va difesa e salvaguardata, e purtroppo l’esistenza del passaggio a livello non lo consente (in passato non sono mancati incidenti anche mortali);
- lunghi tempi di attesa. Ricordiamo che il nostro è un quartiere in espansione, ad oggi conta circa 8600 residenti, tra cui numerosi studenti i quali, per non arrivare in ritardo a scuola (nel quartiere nemmeno l’ombra) molte volte passano sotto le sbarre mettendo a repentaglio la propria vita;
- è noto come le sbarre del passaggio a livello siano comandate da automatismi che, sovente, vanno in tilt (le sbarre si abbassano e si rialzano dopo pochi secondi, intrappolando macchine e persone tra il panico generale);
- i maggiori costi che la collettività dovrà sostenere, per il continuo procrastinarsi dei lavori, già programmati e finanziati dal 1997.
In conclusione, questi motivi, che rappresentano elementi cardine di una società civile e che si sintetizzano in incolumità del cittadino e migliore vivibilità, devono spronare Comune e Soprintendenza a rimuovere questa assurda condizione di stallo e rendere prioritarie tutte quelle azioni necessarie a rimodulare il citato vincolo, così da consentire la realizzazione di un‘opera strategica per la città, per un ordinato sviluppo, e un armonico insediamento nel tessuto urbano.
Trani, 15-02-2011
Comitato di quartiere “Stadio” - Il Presidente (dr. Vito Piazzolla)
