Se n’era parlato ampiamente già in un incontro tenutosi nel padiglione Barletta-Andria-Trani presso la Fiera del Levante. Se ne è riparlato in quello organizzato dalla Fidapa a “La Maria del porto”. Ma ormai l’argomento è quasi all’ordine del giorno, visto che sempre più interessa privati e amministrazioni. Stiamo parlando dell’utilizzo delle energie rinnovabili e della possibilità che questo sia sempre più possibile grazie alla costruzione di impianti eolici, fotovoltaici o all’uso di biomasse liquide e solide.
Insomma, le energie rinnovabili sembrano essere il futuro per il nostro paese e soprattutto per la nostra regione, visto che molti imprenditori, anche del nord, sembrano interessati a puntare sul nostro territorio, in particolar modo quello della sesta provincia.
Non si tratta sicuramente di una novità, come dimostra il fatto che ci siamo occupati di questo argomento nello scorso numero del nostro giornale e sulle pagine del nostro sito. Nella prima occasione abbiamo fatto riferimento al fatto che l’Amet è decisa ad investire nel fotovoltaico, tanto che il presidente Ninni De Toma sta spingendo per un progetto di installazione di pannelli sugli edifici pubblici, ma anche sulla vecchia discarica e sullo stadio comunale.
La foto di prima pagina riguarda via Falcone, che presto sarà arricchita dall’arrivo di duecento ulivi che provengono da un terreno di un privato che ha deciso di installarci un impianto fotovoltaico in grado di produrre energia elettrica da uno a cinque megawatt. Nella strada in cui si sarebbe dovuto tenere il mercato, insomma, ci sarà invece un viale alberato molto gradevole che darà un’atmosfera particolare alla zona. Ma senza il fotovoltaico la storia sarebbe stata molto diversa: l’economia detta i tempi e le scelte della politica.
Qui a Trani, dunque, sia nel pubblico che nel privato si sta pensando sempre più seriamente alla possibilità di sfruttare ampiamente e sempre più intensamente le energie rinnovabili. Del resto però ci sono dei contro di cui tenere conto, come ad esempio i danni estetici, ambientali e turistici che la città potrebbe subire in seguito all’installazione dei pannelli e l’ingerenza della mafia in questi affari che fanno gola veramente a tutti.
Senza considerare il fatto che, come ha detto il presidente Francesco Ventola in occasione dell’incontro alla Fiera del Levante, non esiste ancora un testo unico in materia che sia lineare e corretto ed in cui ognuno sa chi fa cosa e come bisogna intervenire, visto che siamo in presenza di incongruenze varie tra le deliberazioni regionali, provinciali e comunali.
Per questo, dunque, le centrali a biomasse, ad esempio, sono solo un progetto sulla carta fino a quando non ci sarà una direttrice chiara e precisa che riesca a stabilire che tipologia di impianti sarà possibile installare nel territorio Barletta-Andria-Trani. L’assessore provinciale all’ambiente, Gennaro Cefola, ha espresso la sua propensione nei confronti degli impianti fotovoltaici, ma non di quelli a biomasse di grande entità, che sono comunque utili, ma che secondo lui dovrebbero avere una portata di megawatt molto bassa.
La conclusione è che ognuno dice la sua, in una serie di dubbi che si accavallano e rendono il tutto ancor meno comprensibile, quando in realtà ci sarebbe bisogno di far luce, in tutti i sensi, su questo importantissimo argomento.
Alessandra Cavisi