«Là dove l'Adriatico già promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un duomo alto come un'acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo».
Questo scriveva Cesare Brandi nel suo celebre Inno a Trani. Storico dell’arte ed affermato critico, saggista specializzato nel campo del restauro. Brandi, affascinato dalla nostra città scrisse queste parole dense di poesia e vitalità culturale. Non è stato l’unico certamente e forse oggi di gente che celebra Trani ce n’è a bizzeffe. Sotto le squame dell’azzurro tiepido però stanno scivolando via tutte le caratteristiche di una città che pare non sapersi più riconoscere se non nei suoi simboli di spicco. E persino questi non riusciamo ad afferrare a piene mani.
Abbiamo sfruttato questo Inno a Trani come incipit per dare inizio ad una nuova rubrica che occuperà una pagina intera del nostro giornale. Dal prossimo mese infatti, in una delle due edizioni quindicinali del mese, parleremo della nostra città. Particolari forse già scritti, già conosciuti o trattati da altri, sfumature che le nuove generazioni probabilmente non conoscono e chissà se qualcuno un giorno sarà in grado di spiegare loro quello che un tempo questa città era. In barba ad ogni stravolgimento, ad ogni moda o distruzione artificiale, con grande pazienza ed umiltà tenteremo di ricostruire pezzo per pezzo, casualmente, un puzzle disordinato della cultura tranese.
Dialetto, toponomastica, edicole sacre, le storielle che si raccontavano nei bar, le emozioni che si celano sotto una data o un ricordo. All’inizio dell’anno parlammo della collaborazione che questo giornale intende avviare con associazioni locali e la rubrica sarà la prima di queste. Una pagina che abbia il profumo del passato, organizzata come tutte le altre pagine del giornale ma con notizie e approfondimenti dedicati alla memoria di ciò che era Trani negli anni ormai lontani.
Io ci metterò la penna e la curiosità che i miei pochi anni permettono, ma la gran parte del lavoro di ricerca e passione avrà la firma dell’associazione Obiettivo Trani che ci aiuterà grazie alla conoscenza e alla memoria storica che abbiamo ritrovato nella persona del maresciallo Giuseppe Giusto. Trani farà il resto.
Donato De Ceglie