«Fermate questi rave party sulla spiaggia, non ne possiamo più». È civile, ma duro lo sfogo di un professionista tranese che risiede in una villetta sul mare, nei pressi della seconda spiaggia, ed ormai fa fatica a chiudere gli occhi la notte «perché quasi ogni sera lì di sotto ci sono raduni danzanti di giovani e feste di compleanno con tanto di fuochi d’artificio».
Come affrontare il problema? Apparentemente la soluzione prevista per legge, vale a dire la telefonata alle forze dell’ordine, non avrebbe quasi mai sortito effetti: «Chiunque chiamiamo ci risponde che la competenza quella notte è d’altri - ci dice il cittadino, che ha provato anche a scendere di persona giù in spiaggia per invocare il rispetto reciproco -. La singolare risposta è che mi hanno invitato a restare con loro, mi hanno presentato la ragazza che compiva 18 anni, volevano offrirmi della birra e farmi partecipare al taglio della torta».
Lungo la seconda spiaggia ci sono almeno una decina di ville, tutte regolarmente abitate. Ma pare evidente che sul lido libero sottostante non vi è controllo alcuno. E così sta dilagando la moda delle feste “fai da te” in riva al mare, alimentate da generatori e, forse, anche dai soldi portati dagli avventori che arriverebbero a fiumi soprattutto da comuni limitrofi, sulle cui strade apparirebbero volantini annunciatori dell’evento.
E forse ci si spiega anche così il volume senza precedenti di rifiuti lasciati su quella spiaggia: imponente come quello della musica che non fa dormire.
