A distanza di quasi cinque anni dal trasferimento coatto da piazza Plebiscito, il giostraio Piero Lestingi questa sera potrebbe riprendere l’attività lavorativa con le sue giostre proprio nelle particele di largo Chiarelli a lui all’epoca riservate. A quel tempo Lestingi non ritenne di accettare il trasferimento perché sosteneva che l’area, di proprietà demaniale, non risultava essere stata data in concessione al Comune e, quindi, l’attività ludica sarebbe risultata abusiva.
Da quel momento, peraltro, iniziò un braccio di ferro con l’amministrazione comunale, sfociato in più di un momento di tensione e plateali manifestazioni di protesta da parte del giostraio.
In conseguenza di una di queste, all’interno della sala consiliare durante un consiglio comunale, con atto del primo dicembre 2009 il dirigente dell’Ufficio tecnico informava il giostraio che l’ordinanza del 9 settembre 2004, eseguita il primo settembre 2006, era al momento ancora in vigore e che quindi, come da istanza presentata dallo stesso Lestingi quel giorno stesso, accompagnato da un funzionario della Polizia di Stato, avrebbe potuto riprendere l’attività lavorativa.
Ma Lestingi avrebbe atteso ancora, perché prima ha voluto accertarsi della effettiva sdemanializzazione dell’area. Oggi che questa è formalmente avvenuta, e che dunque l’intera zona del lungomare Chiarelli sottostante la villa comunale è di proprietà comunale, Lestingi ha cominciato ad attrezzare le pedane in cemento a lui riservate, pur avendo chiesto e non ottenuto le chiavi del cancello d’ingresso. Obiettivo, aprire questa sera, primo giorno di festa patronale.
Ma dal palazzo di città gli è stata notificata una nota in cui, sempre il dirigente dell’Utc, lo informa del fatto che «la giunta comunale ha approvato l’individuazione di aree per l’insediamento di spettacoli viaggianti, compresa l’area di largo Chiarelli (…) Tali aree saranno concesse mediante procedimento di evidenza pubblica». Pertanto, «la sua domanda non può essere accolta essendo improcedibile».
In altre parole, per quelle pedane libere si andrebbe in gara, come è accaduto per altre cinque aree, delle quali quattro andate deserte ed una sola esperita, in piazza Garibaldi. Ma questa delibera di giunta è precedente alla nota del primo dicembre, in cui il dirigente, peraltro, afferma che l’ordinanza del 2004 è ancora valida.
In questo scenario di apparenti contraddizioni, Lestingi questa sera potrebbe accendere le luci. Ci auguriamo che rifulgano solo quelle del divertimento e non della cronaca.
