Si corre ai ripari per evitare una presunta “Barletta bis”. Per il momento nessuna ordinanza di sgombero, ma una stanza è inibita, la zona sottostante transennata e, nelle prossime ore, si svolgeranno verifiche ed interventi tecnici per ristabilire la certezza totale della pubblica incolumità.
Accade in via Alvarez, in seguito all’esposto di una famiglia che ha indotto la Procura della Repubblica ad ordinare un intervento urgente da parte dei tecnici. E così, nel pomeriggio di ieri, è intervenuta una task force formata da Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia locale ed Ufficio tecnico. A coordinare l’intervento, l’ingegnere capo, Giuseppe Affatato, ed il comandante della Pm, Antonio Modugno.
Anche in questo caso si è in presenza di interferenze fra palazzine confinanti. I lavori su quella al civico 25 di via Alvarez, dove abitano due famiglie, avrebbero compromesso quella adiacente di via San Giovanni Russo 42, in cui ne risiedono tre. I proprietari di questa seconda palazzina avevano segnalato il problema al Comune già diversi anni fa. «Furono fatti dei lavori nella palazzina accanto alla nostra ed il nostro stabile tremava – riferisce Lucrezia Ferrante, che ha sollecitato la magistratura insieme con in fratello, Nicola -. Sette anni fa ci fu un primo sopralluogo e ci fu detto che era tutto a posto. Ma intanto la notte sentivamo rumori di terriccio che cadeva e abbiamo continuato a chiedere non che ci pagassero i danni, ma la sicurezza in casa nostra».
L’ingegner Affatato fa il punto tecnico della situazione: «Sono due strutture completamente diverse tra loro, una in muratura portante, l’altra in calcestruzzo armato. Hanno comportamenti strutturali che fisiologicamente tendono alla separazione sotto le sollecitazioni. Ora dobbiamo verificare le cause delle recenti esaltazioni di questi fenomeni. Sarà stonacata la struttura in calcestruzzo armato per verificarla, rivedremo ogni cosa su quella in muratura portante. Nella camera inibita, al confine fra i due immobili, sono stati apposti dei vetrini lungo le fessurazioni da cui si denota che la situazione sarebbe in evoluzione. Saranno sigillati i terrazzi per evitare infiltrazioni di acque meteoriche, abbiamo chiamato in causa l’Acquedotto pugliese per ricercare eventuali perdite idriche e non tralasceremo nulla, compreso un terzo immobile, adiacente ed abbandonato da tempo. Il transennamento pedonale si lega all’imminente avvio di saggi dall’esterno per verificare eventuali problemi alle fondazioni dallo spazio pubblico».
